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GEAPRESS – Anche se pesa pochi grammi, commenta il comunicato congiunto di CABS e LAC. Sembra proprio, infatti, che in provincia di Brescia non si vada molto per il sottile ed il problema sulla caccia in deroga  apparirebbe nei fatti risolto alla radice: si spara comunque agli uccelletti, anche se appartenenti ad una specie protetta, con buona pace della Commissione europea e della Corte di Giustizia.

I volontari del CABS (Committee Against Bird Slaughter) e della LAC (Lega Abolizione Caccia), all’opera anche in questi giorni sul territorio provinciale, hanno potuto toccare con mano questa realtà e non solo cercando di fermare la ormai conosciutissima pratica del tiro a volo a fringuelli, pispole e pettirossi che viene praticata da cacciatori vaganti e capannisti sul colle di San Zeno. Si tratta in questo caso del corridoio migratorio più importante del Nord Italia.

Secondo le due associazioni l’osservazione diretta, le verifiche attorno agli appostamenti fissi e i risultati dei controlli attuati dai forestali del Nucleo Operativo Antibracconaggio permettono di affermare non solo che l’ormai lunghissimo braccio di ferro sulle deroghe è azzerato dai fatti, da una strage infinita di uccelli tutelati dalla legge, ma anche che gli abbattimenti diretti annullano o quasi i benefici derivanti dal contrasto dell’uccellagione clandestina.

Nei giorni scorsi gli spari dei vietatissimi fucili di piccolo calibro impiegati per abbattere i piccoli uccelli hanno accompagnato costantemente i volontari alla ricerca di tese di trappole e reti, completando uno sfondo di illegalità diffusa che, pur notevolmente ridimensionata, continua a manifestarsi seriamente in alcune aree calde. Così, l’entroterra sebino a cavallo tra Pisogne e Zone ha regalato ancora l’incontro con tese di centinaia di archetti, mentre il luogo comune del bracconiere anziano e in via di estinzione è stato sfatato a Pertica Bassa dalla denuncia di due giovani poco più che ventenni che gestivano reti da uccellagione e decine di «sep», le micro tagliole per gli uccelli insettivori.

Complessivamente, CABS e LAC hanno scoperto e inertizzato 786 fra archetti e sep e 41 reti. Tutto ciò, secondo LAC e CABS, testimonia la vitalità di un fenomeno che a volte viene anche deliberatamente promosso. È il caso dell’ormai celebre «buon bracconiere» valsabbino di Monte Manos, l’organizzatore di gare estive di spiedi nel suo roccolo abusivo accompagnate anche da messe al campo che solo quest’anno è stato sorpreso sulle reti per due volte nell’arco di pochi giorni, e la cui vicenda è stata anche oggetto di una interrogazione ai Ministri dell’Interno, delle Politiche forestali e dell’Ambiente da parte di due componenti del Movimento 5 Stelle della commissione Agricoltura della Camera.

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