protesta pulcini
GEAPRESS – Si è tenuto sabato scorso il presidio animalista  innanzi l’azienda agricola del bresciano che secondo una indagine resa nota dal Corpo forestale dello Stato, avrebbe ucciso alcuni pulcini, pestandoli.

Come è noto l’uccisione dei pulcini, qualora non utili al tipo di produzione, dovrebbe avvenire seguendo i metodi indicati dalla legge tra i quali, avevano comunicato gli inquirenti, si annovera la triturazione. In quel posto, stante le prime risultanze investigative, le cose potrebbero essere andate in maniera diversa.

Dunque, la protesta del movimento per i diritti animali Cani Sciolti, Associazione Animalisti e del Partito Protezione Animali.

Gli attivisti, forniti di cartelli, striscioni e megafono hanno difeso, proprio innanzi all’azianda, quelle che sono state definite le  ragioni del diritto alla vita. In  particolare sono state descritte le ceste piene di delicati pulcini che sarebbero  finiti schiacciati. In alcuni casi, come reso noto dalla stessa Forestale, i pulcini sarebbero stati trovati ancora in vita.

Gli animalisti ricordano come il 50% dei pulcini che nascono sono maschi. Ad essere salvate sono però le femmine utili alla produzione delle uova. Anche loro, a fine carriera, ovvero quando avviene il calo fisiologico della produzione di uova, sono destinate alla morte.

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