pettirosso II
GEAPRESS – Disattendendo il noto, e finora unico, appuntamento autunnale, quando decine di Forestali dello Stato pattugliano le vallate del bresciano, un gruppo di Agenti del NOA (Nucleo Operativo Antibracconaggio) è intervenuto nei giorni scorsi nell’ambito dell’operazione denominata “Free Robin” (Pettirosso libero).

In tale contesto, grazie ad una pervicace e articolata attività investigativa è stato possibile  individuare alcuni bracconieri che, con l’ausilio di reti, catturavano in natura uccelli appartenenti a specie particolarmente protette dalle normative nazionali ed internazionali.

In particolare, i controlli sono scattati nel territorio della Val Sabbia e hanno portato alla denuncia di sei persone che dovranno rispondere dei reati di furto aggravato (la fauna selvatica secondo la normativa vigente appartiene al patrimonio indisponibile dello Stato) e uccellagione. I bracconieri sono stati tutti colti in flagranza di reato mentre erano impegnati nelle attività venatorie illecite, pertanto sono scattate  perquisizioni domiciliari e locali nell’ambito delle quali sono state poste sotto sequestro le reti e 90 esemplari appartenenti a specie protette, ritrovati morti all’interno di alcuni congelatori.

Tra questi vi erano peppole, pettirossi, fringuelli.  Ma un lieto fine è spettato a una quindicina di volatili tra cui fringuelli e tordi sasselli, che sono stati salvati dai Forestali e hanno potuto spiccare nuovamente il volo.

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