LAC
GEAPRESS – Le associazioni ecologiste Lega per l’Abolizione della Caccia e il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus hanno inviato lo scorso 30 marzo una nuova richiesta di informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti riguardo ben 21 capanni-bunker di caccia situati sull’Altopiano di Cariadeghe, in Comune di Serle (BS).

Questa volta, affermano le due associazioni, è stata interessata direttamente la Commissione europea. Questo alla luce della procedura di indagine EU Pilot 6730/14/ENVI aperta nel luglio 2014, “diretta ad accertare se esista in Italia una prassi di sistematica violazione dell’articolo 6 della direttiva Habitat” a causa di svariate attività e progetti realizzati in assenza di adeguata procedura di valutazione di incidenza ambientale (V.INC.A.) in aree rientranti in siti di importanza comunitaria (S.I.C.) e zone di protezione speciale (Z.P.S.) componenti la Rete Natura 2000. Si tratta di quelle zone individuate rispettivamente in base alla direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli Habitat naturali e semi-naturali, la fauna, la flora e la direttiva n. 09/147/CE sulla tutela dell’avifauna selvatica.

Secondo la LAC ed il Gruppo di Intervento Giuridico le amministrazioni pubbliche non avrebbero comunicato l’eventuale svolgimento della procedura della valutazione di incidenza ambientale nel caso specifico.

Anche in questo caso, ad essere coinvolti sono anche il Ministero per i beni e attività culturali, la Soprintendenza per i beni ambientali e architettonici di Brescia, il Corpo forestale dello Stato, il Comune di Serle, i Carabinieri del N.O.E. e, per eventuali aspetti di competenza, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Brescia.

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