cabs brescia
GEAPRESS – Trentacinque archetti ritrovati ma nessun caso di piccolo volatile ferito. E’ questo il risultato ottenuto ieri dai volontari del CABS, lo speciale Nucleo antibracconaggio, nelle alture del bresciano.

Gli archetti sono trappole micidiali che attraggono, in genere grazie all’esposizione di una bacca, i malcapitati piccoli volatili in migrazione. L’improvviso scatto della trappola, provoca in molti casi la rotture delle zampette.

Oltre alle trappole del tipo “archetto” nei luoghi sono spesso utilizzate reti da uccellagione e le sep, piccole trappole disposte in genere per terra. In quest’ultimo caso l’uccellino può rimanere bloccato in maniera diversa, ad esempio per le ali o per il collo.

Il problema del bracconaggio nelle vallate del bresciano è un fenomeno ancora molto diffuso. Un punto caldo della traballante situazione venatoria italiana, che si aggiunge a quello ancorchè noto della Calabria. Anche in questa Regione, il CABS ha recentemente avviato un suo campo antibracconaggio (vedi articolo GEAPRESS).

In questo caso, ad essere colpiti sono più spesso gli uccelli rapaci.

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