richiamo
GEAPRESS – Nuove quotidiane denunce per i casi di bracconaggio. Molte di queste, sono destinate a cacciatori con ausilio di richiamo, ovvero uno strumento elettromagnetico destinato alla riproduzione del canto degli uccelli. I malcapitati volatili finiscono così a tiro di fucile. Gli stessi marchingegni possono altresì essere illecitamente utilizzati nei pressi degli impianti di uccellagione.

Le deboli previsioni di natura contravvenzionale che caratterizzano tutti i reati venatori, non devono di certo costituire un grande deterrente.

Gli ultimi sequestri sono avvenuti ad Osimo e Loreto, in provincia di Ancona. Le Guardie WWF e Legambiente hanno provveduto a denunciare una persona sorpresa a cacciare con l’ausilio di richiami acustici vietati dalla legge.  L’intervento della Polizia Provinciale ha poi consentito il sequestro del fucile e del richiamo.

Potrebbero aver deciso di oblare, stante quanto riportato dai quotidiani locali, tre cacciatori della provincia di Macerata, sorpresi dal Corpo Forestale dello Stato del Comando Stazione di Vasto. Se la scelta dei tre dovesse essere confermata pagheranno una piccola somma evitando pertanto  il Decreto Penale di Condanna così come l’ancor meno probabile processo.

Da segnalare, in ultimo, il caso di un  bracconiere denunciato dalla Polizia Provinciale di Udine. Era stato sopreso nel comune di Artegna, nei presi di un impianto di cattura. In tutto, ad essere liberati, sono stati 12 esemplari, mentre altri 12 uccelli morti sono stati sequestrati assieme e 7 reti da uccellagione.

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