aquila lessina
GEAPRESS – Continua lo stillicidio di specie protette e non, tutte abbattute o ferite in periodo di caccia chiusa. Dopo l’Ibis eremita centrato da un colpo di arma da fuoco vicino il tratto padovano del fiume  Brenta (vedi articolo GeaPress ) ed il caso del Germano reale avvistato a Cisano (BG) con una freccia conficcata, è ora la volta dell’Aquila reale fotografata nei giorni scorsi nella valle dei Ronchi, in provincia di Trento.

L’animale, ripreso nello scatto dal birdwatcher Cristiano Izzo, sembra presentare buona parte delle penne dell’ala sinistra e delle timoniere (penne della cosa) centrate da un colpo di arma da fuoco. Una situazione molto simile ad altro rapace fotografato a Marettino (TP) nello scorso mese di maggio. In quest’ultimo caso si trattava di un Falco pecchiaiolo in migrazione sull’isola delle Egadi e centrato chissà dove da un probabile colpo di fucile (vedi articolo GeaPress).

Per l’Aquila della Lessina le speranze sono ora tutte concentrate sulle possibilità che la rosa di pallini non abbia compromesso, con ferite infette, la capacità di sopravvivenza del povero animale. L’altro ostacolo è rappresentato dal volo inevitabilmente precario. Dovrebbe così resistere fino alla prossima muta, quando cioè le penne remiganti dell’ala e le timoniere della coda verranno sostituite.

Un fatto grave che si aggiunge, in questi giorni, al cigno orrendamente mutilato rinvenuto sul lago di Garda. In questo caso parrebbe trattarsi di un gesto di violenza gratuita non legato, cioè, ad illeciti in campo venatorio. Situazione ben diversa dalle tre teste di daino rinvenute nei giorni scorsi in una piazzola di sosta dall’Autostrada dei Fiori, in provincia di Imperia. L’ipotesi circolata riferisce di un gruppo di bracconieri che in quel luogo ha provveduto ad una veloce macellazione.

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