cinghialetti
GEAPRESS – Uno dei casi più gravi di bracconaggio, considerato che l’uomo ora condannato a Bergamo non aveva neanche licenza di caccia. Tra i reati contestati ed ora rientranti tra quelli patteggiati dal bracconiere, anche il furto. Un reato delitto, impossibile da contestare ai bracconieri che sono trovati in possesso di regolare porto d’armi uso caccia.

Eppure nonostante l’enormità dei reati contestati (oltre al furto è rientrato nel patteggiamento anche il porto abusivo di arma da fuoco, maltrattamento di animali e violazione delle norme sulla caccia) il bracconiere fermato nel 2012 ad Adrara San Rocco ha patteggiato una condanna ad un anno e quattro mesi, pena sospesa.

Quando venne scoperto dalla Polizia Provinciale, così come ricordato da L’eco di Bergamo, il bracconiere aveva tentato la fuga. Da quanto scoperto nel corso della perquisizione domiciliare si era poi evinto come il soggetto non era forse uno sprovveduto.   Trappole illegali per uccellini (vennero pure ritrovati due pettirossi morti) e per cinghiale. Poi oltre cento uccellini congelati e 36 chili di carne di cinghiale.

Proprio due cinghiali, vivi e di appena due mesi di vita, sono all’oggetto di un altro intervento della Polizia Provinciale di Roma. Nei pressi di Castel Romano, sono stati rinvenuti all’interno di una gabbia trappola per cinghiali. Con i loro lamenti avrebbero attirato gli adulti. Stante quanto riportato dagli inquirenti, nei luoghi sarebbe altresì emerso un uso diffuso dei famigerati lacci. Veri e propri cappi, utlizzati per la cattura illegale degli ungulati ma anche di altri animali. In tutto sono state inoltre rinvenute una decina di gabbie trappola della lunghezza di circa due metri.

I due cinghialetti, sofferenti per la lunga permanenza sotto il sole, sono stati affidati alle cure di un Medico Veterinario

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