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GEAPRESS – Gli ultimi minuti di quest’anno saranno per gli animali momenti di  paura. Gli animalisti, in modo particolare, ricordano come lo spettro uditivo di molte specie sia spesso di gran lunga superiore a quello dell’uomo. In alcuni casi fino a 4 volte maggiore.

Nella provincia di Savona, fa presente la Protezione Animali, ogni anno almeno  una cinquantina di  cani e gatti fuggono terrorizzati e in qualche caso non vengono più ritrovati. Investiti dalle auto o semplicemente “dispersi”. C’è  poi il caso dei volatili che vivono in  città: colombi, tortore, passeri, merli, storni, cornacchie, gabbiani, taccole, rapaci notturni. Alcuni di questi vengono trovati morti o soccorsi dai volontari dell’ENPA. In alcuni casi, i volatili che si alzano dai posatoi notturni terrorizzati dall’improvviso botto, muoiono sfracellati contro muri o altri ostacoli.

Per fortuna non manca il caso dei Comuni virtuosi che vietano nel proprio ambito territoriale l’esplosione dei botti. Quest’anno, in provincia, si è aggiunto Boissano. Ed infine l’articolo 703 del Codice Penale, richiamato pure dal WWF, che così recita: “Chiunque, senza la licenza dell’Autorità, in un luogo abitato o nelle sue adiacenze, o lungo una pubblica via o in direzione di essa (… omissis …) accende fuochi d’artificio, o lancia razzi (… omissis…), o in genere, fa accensioni o esplosioni pericolose, è punito con l’ammenda fino  ad euro 103,00; se il fatto è commesso in un luogo ove sia adunanza o concorso di persone, la pena è dell’arresto fino a un mese.

Il WWF, richiama anche ad un segno di civilità e sensibilità  nei confronti degli operatori dei Vigili del Fuoco, impegnati proprio nelle ore a cavallo dell’anno, in un surplus di lavoro.

Per Claudio d’Esposito, Presidente del WWF Penisola Sorrentina, “un numero sempre crescente di cittadini e turisti ci ha segnalato i gravi disagi e le sofferenze patite dai loro animali. Al rumore dei fuochi di Capodanno – ha aggiunto il responsabile del WWF – impazziscono. I fuochi artificiali sono infatti causa di morte, ferimenti e traumi per animali domestici e selvatici. Sappiamo che serve coraggio per rompere una tradizione che va avanti da anni… ma bisogna iniziare a dare l’esempio.”

L’Ente Mediterraneo protezione Animali, paragona gli effetti dei botti sugli animali, ad una guerra che coinvolge un bambino di uno-due anni.  In attesa dell’auspicato divieto, un po’ tutte le associazioni richiamano alcune elementari precauzioni in favore degli animali come quelle già diffuse nei giorni scorsi (vedi articolo GeaPress). C’è infine  chi ha già dovuto iniziare la conta delle vittime dei botti di fine anno.

Si tratta del Centro Animali non Convenzionale di Torino ed a riferirlo è il WWF Piemonte. Dal 24 dicembre sono infatti stati ricoverati con ali spezzate o traumi vari 1 poiana, 1 svasso maggiore, 1 sparviere, 3 colombi, 1 tortora dal collare. Purtroppo, a parte la poiana e lo svasso, tutti avevano lesioni così gravi da non essere curabili. La metà degli esemplari proviene dal Comune di Torino, dove è in vigore dal 2011 il Regolamento Tutela Animali che vieta di far esplodere sul territorio comunale petardi, botti, fuochi d’artificio e articoli pirotecnici in genere.

Il WWF Piemonte e Valle d’Aosta si è sempre dichiarato dubbioso sui metodi di applicazione di tale Regolamento. Questo perchè, ad avviso degli ambientalisti, non vi sarebbe stato un preciso impegno salvo, quest’anno, una campagna di sensibilizzazione che però il WWF definisce “timida”.

Il WWF auspica pertanto un maggiore e più puntuale controllo da parte della Polizia Municipale, sperando che quest’anno, di fronte all’ampiezza del fenomeno, non si limiti ai tre verbali contestati durante il Capodanno del 2013.

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