falco pellegrino incappucciato
GEAPRESS – Birdcrime, ovvero il report dei casi di persecuzione nei confronti degli uccelli compiuti in Gran Bretagna. A stilarlo ogni anno è la Royal Society for the Protection of Birds e l’attenzione è tutta focalizzata sulle specie di maggiore valenza sotto il profilo conservazionistico, come nel caso dei rapaci. Nessun raffronto è possibile con quanto avviene in Italia, ma è pur vero gli Inglesi hanno alcune peculiarità nel bracconaggio di casa loro. E’ il caso del traffico di uova per fini di collezione.

In tutto il 2012 a rimetterci le penne sono stati 208 rapaci. In particolare la RSPB riporta 15 Poiane, cinque Sparvieri e quattro Falchi pellegrini.

A diminuire sono invece i casi di avvelenamento. Una settantina i rapaci segnalati, che rappresentano così il numero più basso  degli ultimi tre anni. La RSPB cita però un fatto che potrebbe avere inciso sulla diminuizione di tale tipo di morte. Probabilmente si tratta di una maggiore responsabilizzazione dei proprietari dei fondi. Un nuovo reato, recentemente introdotto, richiama specifiche responsabilità nel caso di crimini commessi dai propri dipendenti.

Da addebitare invece alle attività gestionali delle aree idonee, alcuni drammatici fenomeni di riduzione di coppie nidificanti di rapaci. E’ il caso dell’Albanella reale. Nonostante sia tutt’ora presente l’habitat ideale ad ospitare circa 300 coppie, solo in due hanno tentano la riproduzione, senza successo.

Paradossalmente l’Inghilterra paga la colpa di essere stata tra le prime nazioni a proteggere gli uccelli rapaci. I primi atti risalgono addirittura al 1829 (in Italia, fino al 1977, erano invece considerati “nocivi”) ma proprio tale evidenza rappresenta ora il limite maggiore. Non più al passo con i tempi ed il disastro dell’Albanella reale ne è un esempio.

Non mancano poi altri casi degni di nota. Tra questi sei furti in nidi di rapaci, ivi compresi i casi probabili. Un dato che fa quasi sorridere rispetto alla ben più grave situazione italiana. E che dire delle 67 segnalazioni (annuali!) di possesso e vendita di uccelli selvatici diversi dai rapaci e riguardanti prevalentemente i fringillidi? In Italia gli interventi antiuccellagione sono pressocchè quotidiani, mentre basta fare un salto nel bengodi dell’illegalità del quartiere Ballarò di Palermo per accorgersi come ogni domenica mattina ad essere venduti in strada sono parecchie centinaia di fringillidi. Tutti vedono ma nessuno (o quasi) interveniene. L’ultima operazione delle Forze dell’Ordine risale al marzo scorso.

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