forestale I
GEAPRESS – Intervento del Comando Stazione di Sordevolo che nella giornata di ieri ha provveduto alla denuncia di una persona trovata in possesso con un cane dotato di un radiocollare GPS vietato.

Il cacciatore, nel passato mese di novembre, era stato fermato durante una battuta di caccia al cinghiale sul territorio del comune di Zimone (BI).

Al sequestro dell’apparecchio, sono seguite le indagini operate con il supporto dell’Ufficio reti e servizi di comunicazione elettronica di Torino del Ministero dello Sviluppo Economico. L’accertamento tecnico, riferisce il Corpo Forestale dello Stato, avrebbe così consentito di verificare come il radiocollare trasmettesse a frequenze vietate dalla legge.

In ambito venatorio i radiocollari vengono utilizzati soprattutto nella caccia al cinghiale, per tracciare agevolmente i cani che si muovono nella macchia. L’uso di frequenze vietate può però avere effetti pericolosi per la regolarità delle trasmissioni radio. La Forestale rammenta a questo proposito come l’uso delle trasmissioni radio è essenziale, non solo per le comunicazioni telefoniche, ma anche per la sicurezza dei voli.

Concluse le indagini si è così provveduto a denunciare il cacciatore alla  Procura della Repubblica di Torino competente per questo tipo di violazioni. Il reato ipotizzato è quello di “installazione di apparecchiature atte ad impedire comunicazioni telefoniche”.

Il cacciatore è stato inoltre sanzionato dal Ministero dello Sviluppo Economico per una serie di conseguenti violazioni amministrative per un importo pari a 4.700 euro.

Il radiocollare, naturalmente, resta sequestrato e destinato alla confisca definitiva. Si fa presente che, i radiocollari, come qualunque altro apparato radio, devono essere utilizzati in conformità alla legge vigente che vieta espressamente l’uso privato di talune radiofrequenze per ragioni di sicurezza. Ad ogni modo, per il loro uso, è imposto il pagamento di un canone annuo per l’utilizzo delle radiofrequenze consentite. È pertanto opportuno che, prima dell’acquisito e dell’uso di tali apparecchi siano assunte informazioni presso l’Ufficio Reti del Ministero dello Sviluppo Economico.

L’attività si inserisce nel contesto dei controlli sull’esercizio dell’attività venatoria, condotti nella passata stagione. Nel corso dell’anno appena trascorso, nel periodo autunnale, sono stati effettuati più di 50 controlli su cacciatori ed elevate un totale di 8 sanzioni amministrative per un controvalore di 1.500 euro. Naturalmente, anche a stagione venatoria chiusa, le attività di controllo verranno mantenute allo scopo di contrastare eventuali atti di bracconaggio.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati