gattino enpa
GEAPRESS – Una famiglia di gattofili, sei volontarie ENPA, dirigenti e operatori di una società. Questi i protagonisti di una storia che ha portato al salvataggio di un micino lunedì mattina durante l’apertura fuori orario del centro raccolta rifiuti.

A riportare quanto avvenuto è l’ENPA di Monza.

Tutto ha inizio venerdì 8 luglio quando due persone segnalano la presenza di un gattino al centro per la raccolta differenziata. Secondo gli operatori è arrivato da pochi giorni con altri due fratelli di cui però uno sarebbe stato schiacciato da un cassonetto durante le operazioni di svuotamento, l’altro è stato trovato morto senza apparenti ferite.

Armata di cibo e trasportino, la coppia cerca più volte di prendere il gattino rimasto, un bellissimo simil-siamese con gli occhi azzurrissimi, senza riuscirci. Daniela avverte l’ENPA di Monza e Brianza e arrivano Elena e Stefania con una trappola automatica: attirato dal cibo posto lì dentro, il gattino dovrebbe entrare facendo scattare il meccanismo di chiusura. Ma vuoi perché già sazio, vuoi per diffidenza, mette a malapena dentro le zampine.

Domenica all’esterno del centro chiuso vengono fatti altri tentativi: si riprova con una trappola manuale, azionata a mano con un lungo filo quando l’animale arriva in fondo alla gabbia, e che consente di stare nascosti. Aiuta pure la tecnologia: messaggi WhatsApp per comunicare informazioni sugli spostamenti del piccolo felino e la registrazione sul cellulare di una mamma gatta per attirarlo. Lui, infatti, risponde, avvicinandosi ma senza mai attraversare la cancellata.

È ormai notte, ed il gattino si ritira sotto uno dei cassonetti. Le volontarie rinunciano pensando alla strategia per il giorno seguente. È essenziale entrare e catturarlo al più presto possibile per evitargli la stessa morte dei fratellini. L’ideale sarebbe poter entrare quando è chiuso al pubblico e prima dello svuotamento dei cassoni.
Alle 8,00 di lunedì inizia una lunga serie di telefonate: alla Polizia Locale, all’ufficio ambiente del Comune di Biassono e alla Gelsia Ambiente, la società che gestisce l’ecostazione. Dopo aver spiegato la situazione, i responsabili le assicurano che manderanno una persona immediatamente.

Una volta dentro la piattaforma, viene posizionata la trappola a filo vicino ai cassoni dove poco prima era stato avvistato il micino il quale, incuriosito e affamato, gira attorno alla trappola. Dopo 45 minuti finalmente entra, arrivando fino alla ciotola in fondo. Solo a questo punto la volontaria tira il filo chiudendo il gattino nella gabbia. Portato al Gattile di Monza in via San Damiano, viene spulciato e sverminato. Nonostante la brutta avventura non è in brutte condizioni e gli occhi sono puliti. È un maschietto di circa due mesi al quale viene dato il nome di “Oscar”. È ancora molto spaventato e diffidente, vuoi per lo choc della cattura, vuoi per la perdita di mamma e fratellini.

Ma per lui c’è una bella notizia: la coppia che lo avevano segnalato all’ENPA e che non ha mai perso la speranza di salvarlo, ha già espresso il desiderio di poterlo adottare. Dopo aver segnalato un micio di difficoltà, quindi, ne diventeranno genitori a tutti gli effetti!

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati