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GEAPRESS – Pollice verso per associazioni venatorie e  comprensori di caccia che erano ricorsi al TAR contro il Piano Faunistico Venatorio della provincia di Bergamo.

A darne comunicazione è il WWF che parla ora di vittoria che mette in salvo i profili di tutela ambientale che la Provincia ha introdotto. Note positive, dunque, inserite dopo  le sentenze ottenute dal WWF che non  risparmia a questo proposito le sue critiche. Per gli ambientalisti, infatti, la politica venatoria regionale e provinciale sarebbe stata abiutata ai “diktat dei cacciatori”.

Accolto invece il ricorso del WWF, con annullamento delle disposizioni del piano e calendario provinciale che consentono la caccia sulla neve in zona non alpina.

Pienamente soddisfatti? Non proprio. Per il WWF, infatti, il TAR di Brescia avrebbe salvato , in extremis, il resto del piano, e con esso il calendario venatorio regionale adottato con legge. In altri termini non si sarebbe rivolto, così come aveva chiesto il WWF, alla Corte di Giustizia e alla Corte Costituzionale per dare una risposta autorevole alle pregiudiziali di legittimità costituzionale e comunitaria sollevate dalle associazioni ambientaliste.

L’appuntamento sembra comunque solo rinviato. L’Avvocato Paola Brambilla, legale del WWF e presidente regionale dell’Associazione ambientalista annuncia in fatti che  “ci rivediamo in appello! Non possiamo dimenticare come nel recente passato, la caccia in deroga sia stata dichiarata illegittima dopo gli interventi del WWF presso l’Unione Europea, o come per i mondiali di sci nel Parco dello Stelvio, in cui la Corte di Giustizia e il Consiglio di Stato diedero ragione all’Associazione e condannarono l’Italia per le gravi violazioni ambientali commesse”.

L’Avvocato  Brambilla, che è tra l’altro docente a contratto di diritto dell’Unione Europea presso l’Università degli Studi di Bergamo, annuncia a tal proposito che si andrà “avanti come abbiamo sempre fatto…quando vengono violate le Direttive Comunitarie in materia di ambiente e fauna selvatica ricorreremo al Consiglio di Stato, e chiederemo un rinvio alla Corte di Giustizia e alla Corte Costituzionale che non potranno negarlo in quanto Giudici di ultimo grado… chi la dura, la
vince!”.

“Speriamo in tempo – ha concluso l’Avvocato Brambilla – per salvare tanti piccoli amici e dare finalmente un segnale forte ed inequivocabile che il patrimonio faunistico dell’intera comunità nazionale ed internazionale non può essere asservito ai soli interessi del mondo venatorio”.

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