corredo bracconiere
GEAPRESS – Un coltello atto a scuoiare, due corde di cui una fornita di carrucola, una carabina munita di ottica di precisione, una custodia con all’interno un visore notturno del tipo applicabile all’arma. Tutti strumenti che, a detta della Polizia Provinciale di Brescia, potevano servire ad abbattere il capriolo verso il quale è sembrato dirigersi il soggetto poi denunciato.

I fatti sono avvenuti nei giorni scorsi in Val Cavallina, nel comune di Endone Gaiano (BG). Un’autovettura fuoristrada che si è fermata a bordo di un prato. Poi la luce della torcia con la quale è stato illuminato il prato, individuando un capriolo intento a nutrirsi. Nei luoghi, però, era appostata la Polizia Provinciale che riferisce di un uomo unito di arma da fuoco diretto cautamente verso l’ungulato ed illuminando ogni zona utile per la ricerca del capriolo.

Una volta che gli Agenti si sono qualificati, il soggetto avrebbe tentato una breve fuga, ma riconosciuto dalla Polizia Provinciale e chiamato per nome si è poi fermato. Lui, però, si sarebbe giustificato asserendo di essere alla ricerca di una volpe, ritenuta specie in grado di arrecare danni. Peccato che anch’essa, in questo periodo, non si può cacciare. La contestazione rivolta dalla Polizia Provinciale riguarda l’esercizio della caccia in periodo di divieto generale oltre che dell’articolo 13 comma 5 relativo all’uso di mezzi vietati.
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