capriolo
GEAPRESS – Secondo i dati diffusi dalla Polizia Provinciale di Belluno, gli animali selvatici investiti (secondo una mappa delle arterie stradali statisticamente più a rischio) sono ben 288 nei primi otto mesi dell’anno.

Si tratta in particolare di Cervi, Caprioli e Cinghiali. Addirittura 233, molti dei quali non sono sopravvissuti  oltre che causa di gravi danni all’automobile coinvolta.

I punti più a rischio, fa presente il comunicato dell’Europarlamentare veneto Andrea Zanoni, sono lungo la strada statale 50, nelle località Cusighe e La Rossa (zona aeroporto), la zona di Levego, la frazione di Salce, il Boscon, il tratto stradale tra Belluno e Visome.

In cima alla lista, lo stesso territorio comunale di Belluno, con 34 episodi. Cortina e Feltre registrato invece 13 incidenti ciascuno, mentre sulla statale 51 Alemagna, tra San Vito di Cadore e la città ampezzana, gli investimenti sono stati 24. Altra zona a rischio è quella tra Feltre e Quero, in particolare in località Santa Maria. Seguono Mel, tra le frazioni di Campo San Pietro e Bardies, la località Molinello tra Lentiai e Vas sulla strada provinciale della Madonna del Piave e Candaten a Sedico, la località attraversata dalla strada Agordina e inserita nel Parco nazionale delle Dolomiti bellunesi.

Per Andrea Zanoni, vice Presidente dell’Intergruppo per il Benessere e la Conservazione degli Animali al Parlamento europeo gli investimenti di animali selvatici sono all’ordine del giorno soprattutto nelle zone montane come il bellunese, in particolare dove passano strade ad alto scorrimento. “Gli automobilisti rischiano la vita – riferisce l’On.le Zanoni – perché viene spontaneo cercare di evitare l’ostacolo improvviso che ci si trova di fronte“.

Ad avviso di Zanoni gli animali non si salvano quasi mai dall’impatto e gli esemplari come i Cervi, data la loro mole, provocano danni ingenti anche alle autovetture.
Gli incidenti, però, si verificherebbero più di frequente quando la stagione venatoria è aperta. “Queste povere bestiole – spiega l’On.le Zanoni – cercano di scappare disorientate e terrorizzate dai cacciatori e dai cani da caccia che li braccano. Bisognerebbe vietare la caccia non a 50 metri dalle strade come è previsto attualmente ma ad almeno un chilometro“.

Già ottobre 2012, Zanoni era intervenuto sulla vicenda, consigliando la Provincia di Belluno di provvedersi dei “Save A Deer whistle” (fischietto salva cervi). Si tratta di un utile strumento prodotto gli Stati Uniti, che viene applicato all’auto ed emette un particolare sibilo capace di spaventare gli ungulati. Il suono è prodotto dal passaggio dell’aria attraverso quando si raggiungono le 35 miglia orarie, ovvero i 56 chilometri per produrlo.

Un costo esiguo, pari a meno di sei dollari. “Rinnovo l’invito alla Provincia di Belluno – ha concluso il suo comunicato l’On.le Zanoni – a sperimentare questo apparecchio salva vita a costo praticamente pari a zero“. Per Zanoni si potrebbe cosi salvaguardare l’incolumità degli automobilisti evitando anche ingenti danni alle automobili e salvando, ovviamente la vita a tanti animali.

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