circo campania
GEAPRESS – Nei circhi italiani ci sono ancora 2000 animali prigionieri. L’accusa, rivolta dalla LAV di Salerno e da Veg in Campania, si base sul fatto che la maggior parte di questi animali, come tigri e leoni, sono nati in cattività, mentre altri sono stati importati. In alcuni casi anche in maniera illegale, considerati alcuni sequestri che hanno riguardato i circhi.

Per gli animali l’addestramento non può che basarsi su metodi coercitivi e la paura. Ma a prescindere da ciò, aggiungono gli animalisti, gli animali in gabbia soffrirebbero. “Basta guardare – affermano da Veg in Campania e LAV Salerno – agli atteggiamenti stereotipati, come dondolarsi continuamente, o girare su sé stessi”.

Il 22 settembre prossimo, quasi in  perfetta coincidenza con la ricorrenza della morte della giraffa scappata l’anno scorso ad un circo attendato ad Imola, gli animalisti danno appuntamento a Bellizzi (SA) alle ore 15.30, proprio innanzi al tendone attendato in via Roma.

Vi aspettiamo – invita Nadia Bassano di Veg in Campania – dissentire dal comodo divano di casa non ha mai salvato nessuno.” Il pensiero sull’opportunità di visionare uno spettacolo circese è rivolto in modo particolare ai bambini e l’effetto che può avere sulla loro educazione. “Ci domandiamo cosa spinga le persone – ha aggiunto l’esponente animalista – ad acquistare un biglietto per vedere esseri viventi che scontano dalla nascita una condanna a vita senza aver commesso nessun reato”.

Dunque appuntamento innanzi al circo per protestare contro la reclusione degli animali ma anche per promuovere uno spettacolo privo di tali numeri. “Bisogna cercare di indirizzare quanta più gente possibile agli spettacoli di circhi senza animali. Perché il circo contemporaneo, che mette in risalto le abilità dell’uomo, che non sfrutta gli animali, merita di esser conosciuto ed apprezzato” concludono i volontari di Veg in Campania e LAV Salerno.

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