avorio sequestro
GEAPRESS – Un controllo presso una mostra di antiquariato svoltasi a Bastia Umbra (PG). Il Servizio Cites del Corpo Forestale dello Stato dell’Umbria ha così avuto modo di sequestrare  numerosi oggetti in avorio.

Stante il comunicato della Forestale, sarebbero  stati rinvenuti bracciali, collane e altri oggetti preziosi in avorio che sarebbero stati posti in vendita presso uno stand di espositori antiquari senza la prescritta certificazione Cites di esenzione dai divieti. L’elefante africano, ricorda la Forestale,  è una specie in pericolo di estinzione e per questo inserita nell’appendice I della Convenzione di Washington. Vige pertanto il divieto di commercio, così come per l’avorio proveniente dalle sue zanne.

I manufatti in avorio sono stati posti sotto sequestro e il commerciante deferito all’Autorità Giudiziaria per violazione dell’art. 1 della legge 150/92. Si tratta del  reato di commercio di specie protette prive della certificazione CITES.

La Forestale tiene a precisare come la Convenzione di Washington, più nota con l’acronimo “CITES”, rappresenta uno dei più importanti strumenti normativi internazionali per rendere sostenibile il commercio di specie animali e vegetali, garantendo la vita e la conservazione della biodiversità del pianeta. Compito di ogni Stato aderente alla Convenzione è quello di monitorare e regolamentare adeguatamente il commercio nazionale e internazionale di specie animali e vegetali, nonché di loro prodotti,  in pericolo di estinzione. In Italia, ai sensi della normativa vigente, il servizio CITES del Corpo Forestale dello Stato cura la gestione amministrativa ai fini della certificazione e il controllo tecnico-specialistico sul rispetto della Convenzione.

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