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GEAPRESS – Implacabile lo spiaggiamento di carcasse di tartarughe e delfini sulla costa dell’adriatica. Lo afferma Pasquale Salvemini responsabile del Centro Tartarughe Marine di Molfetta (BA) ricordando come, solo negli ultimi giorni, si sono registrati ben quattro spiaggiamenti.

Tre carcasse di tartarughe marine appartenenti alla specie Caretta caretta e di un delfino appartenente alla specie Stenella.

Le tartarughe sono state rinvenute sulla costa barese, rispettivamente una nel comune di Molfetta con lunghezza carapace di circa 70 cm rinvenuta in zona Cala S. Giacomo, una a Giovinazzo di carapace di 68 cm ed infine l’ultima a Bari con carapace di lunghezza di 80 cm in zona S. Girolamo.

La Lunghezza ha un importante valore dal punto di vista biologico e riproduttivo – spiega Pasquale Salvemini – in quanto oltre i 75 cm di lunghezza carapace questi animali raggiungono la maturità sessuale e sono in grado di riprodursi e dare continuità alla specie“.

Le tartarughe presentavano un evidente prolasso cloacale, sintomo di annegamento dovuto principalmente alla pesca a strascico.

“Continueremo le nostre campagne di sensibilizzazione rivolte ai pescatori – ha aggiunto Salvemini – per  spiegare loro come comportarsi in caso di pesca accidentale di tartarughe, in modo da poter dare a questi animali una concreta possibilità di soppravivenza“.

Per quanto riguarda il delfino, si tratta di un esemplare adulto di circa 215 cm, mummificato. Rinvenuto sulla costa molfettese in zona Torre Calderina.

Gli interventi sono stati svolti oltre che dagli attivisti del Centro tartarughe Marine di Molfetta anche da Capitaneria di Porto, Polizia Municipale e medici veterinari delle ASL competenti.

I dati raccolti nelle ultime ore – conclude Salvemini – non possono e non devono essere trascurati in quanto il fenomeno è in ascesa e si ripresenta ogni volta che vi sono delle mareggiate; sembra quasi che il mare restituisca in tal modo il disastro di cui è vittima e che questo sia un mezzo per comunicarci taluno scempio“.

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