GEAPRESS – I sospetti del Corpo Forestale dello Stato, Comando Stazione di Bagno di Romagna (FC), potrebbero fare riferimento ai contrasti esistenti tra raccoglitori di tartufi come alle attività venatorie illegali tese ad eliminare i predatori naturali.

Di certo a rimetterci la vita sono stati ieri mattina due cani che, in due diverse occasioni, hanno assunto bocconi avvelenati. I fatti sono avvenuti nella località boscata di Batocco-Campodonicato-La Croce.

Un segno, commenta la Forestale, di una forte arretratezza culturale la quale, oltre a creare un grave pericolo per i cani impegnati nella ricerca dei tartufi o per l’attività venatoria, mette a repentaglio la vita di molti animali selvatici. E’ il caso del lupo, volpe, gatto selvatico, tasso, istrice, oltre che di rapaci diurni e notturni.

I corpi dei due cani sono stati già sottoposti ad un primo esame da parte dell’ASL di Cesena che ha confermato la sintomatologia da avvelenamento. Seguiranno comunque gli esami autoptici da parte dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna.

Un pericolo, quello dello spargimento di sostanze velenose, anche per la salute umana. Chi distribuisce tali preparati, non solo viola l’Ordinanza del Ministero della Salute relativa alle “Norme sul divieto di utilizzo e detenzione di esche o bocconi avvelenati”, ma può essere denunciato per violazione dell’articolo 544/bis del Codice Penale (uccisione di animali). Nei prossimi giorni proseguiranno le attività info-investigative della Forestale con il fine di individuare e denunciare il responsabile della distribuzione del veleno.

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