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GEAPRESS – Si è appena concluso l’International Vulture Awareness Day. Un evento internazionale celebrato in diverse parti del mondo, ogni primo sabato di settembre.

L’iniziativa vuole richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica mondiale, sul veloce calo delle popolazioni selvatiche delle diverse specie di avvoltoio. Un fenomeno drammatico che sta avvenendo in diverse parti del mondo e che, in alcuni casi, si intreccia con altri ben noti problemi di conservazione. Uno di questi è l’uso di parti di animali per la medicina tradizionale, ma l’incidenza maggiore sembra essere quella dovuta all’uso di sostanze chimiche in agricoltura e del voluto spargimento dei veleni.

In quest’ultimo caso la morte può arrivare in maniera indiretta, ad esempio nutrendosi di carne avvelenata sparsa per i predatori, oppure trattasi di un sistema di eliminazione crudelmente premeditato.

In Africa, dopo che i bracconieri hanno ucciso elefanti e rinoceronti, c’è infatti il “rischio” che gli avvoltoi segnalino con la loro presenza i resti di elefanti e rinoceronti. E’ noto come questi uccelli volteggino, spesso ad elevate altezze, sopra la carcasse, rendendosi così visibili anche a grandi distanze. Dunque, secondo un sistema di sterminio sistematico, gli avvoltoi vengono comunque uccisi.

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