bracconiere austria
GEAPRESS – Quattro morti, tre poliziotti e un infermiere, vittime della follia omicida di un bracconiere ad un centinaio di chilometri da Vienna. E’ questo l’agghiacciante bilancio di una giornata che di normale ha ben poco e che aspetta la conferma del triste epilogo con la morte del bracconiere.

La notizia, rilanciata da diverse agenzie e testate online, ha suscitato naturali reazioni di condanna e di orrore in ANPANA, che commenta attraverso Vincenzo D’Adamo, Vice Comandante Nazionale GEZ e Responsabile dei Progetti Internazionali che hanno nella prevenzione al bracconaggio e al traffico illegale di animali (o parti di essi) l’obiettivo principale: “Il bracconaggio è una piaga della società civile troppo spesso sottovalutata. Ormai è lampante che non avviene soltanto in aree remote dell’Africa e dell’Asia a carico di animali quali elefanti, rinoceronti, leoni, tigri o gorilla. I bracconieri li abbiamo dietro casa e l’aspetto preoccupante degli avvenimenti di Vienna è che si trattava di un cacciatore, in possesso di regolare permesso di caccia e porto d’armi. Questo dovrebbe far riflettere tutti, dalle istituzioni che erogano i permessi alle associazioni che come noi si occupano di vigilare affinché la pratica venatoria sia condotta nei limiti e nel rispetto della normativa vigente e della sicurezza delle persone”.

L’ANPANA è fortemente impegnata nei controlli venatori in territorio nazionale, come dimostrano i numerosi sequestri effettuati nel bresciano e non solo. L’anno scorso ha creato una unità specializzata in antibracconaggio e in vista dell’apertura della stagione venatoria in quasi tutta Italia sono state intensificate le attività di prevenzione e monitoraggio, mentre in Piemonte a seguito della sentenza del TAR che ha sospeso il calendario regionale, le GEZ sono impegnate a prevenire illeciti.

Gli eventi accaduti in Austria hanno dell’incredibile, soprattutto perché è stato necessario schierare un centinaio di uomini di reparti speciali per stanare il bracconiere che aveva già ucciso quattro persone e, pare, il proprio cane”, continua D’Adamo. “Il tutto a seguito di una segnalazione, pare, per attività di bracconaggio nell’area per cui sono stati avviati dei semplici controlli di polizia. Nessuno si sarebbe aspettato una reazione così violenta. Riteniamo che sia ormai indispensabile inasprire le pene per questo tipo di reato ai danni dell’ambiente e degli animali, sia a livello nazionale che sulla scena internazionale, e soprattutto auspichiamo una sempre più intensa collaborazione fra le varie forze impegnate a garantire la legalità della pratica venatoria e la sicurezza delle persone”.

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