toro giacobbe
GEAPRESS – Il toro “Giacobbe”, di origine australiana e finito  in un macello egiziano, è stata esposta nelle scorse ore tra i banchi del Parlamento Federale Australiano. A mostrarla è stato Andrew Wilkie, parlamentare indipendente della Tasmania, promotore di una proposta di legge che vorrebbe vietare l’esportazione degli animali da reddito vivi australiani. Giacobbe è divenuto il protagonista, in un filmato diffuso dagli animalisti, delle crudeltà commesse in certi paesi.

Wilkie, infatti, si è ricollegato proprio alla documentazione relativa alle sofferenze subite dagli  animali australiani nei macelli esteri. La proposta del parlamentare è ora quella di vietare il commercio.

Un divieto graduale che in tre anni dovrebbe portare al blocco delle esportazioni di animali vivi. Immediato, invece, l’imposizione dello stordimento degli animali australiani macellati all’estero. Un problema non da poco, visto una parte non indifferente viene esportata nei paesi di fede musulmana, dove vige la pratica della macellazione senza stordimento.

Per Wilkie, però, “l’industria dell’esportazione di animali vivi è crudele oltre che avversata dalla stragrande maggioranza degli australiani”.

Già nel 2011 una analoga iniziativa venne però bocciata. Secondo Wilkie, i risultati sono visibili in ciò che avverrebbe  nei luoghi di macellazione del  Kuwait, Pakistan, Israele, Egitto e Indonesia.

Si ricorda che le tecniche di macellazione rituale senza stordimento valgono sia per la religione musulmana che per quella ebraica.

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