Durante una verifica i Carabinieri del NOE di Ancona hanno scoperto ben 1.500 tonnellate di rifiuti speciali pericolosi, in parte sfuggiti ad ogni tipo di registrazione, stoccati illecitamente in un grande capannone industriale di un’azienda siderurgica di Ascoli Piceno che produce leghe metalliche e, in particolare, alluminio.

Sono stati rinvenuti e sequestrati anche 40 automezzi fuori uso ed in evidente stato di abbandono, riconducibili però all’attività di una concessionaria auto della zona che li aveva depositati in un piazzale dell’azienda siderurgica, con il consenso del titolare di quest’ultima.

L’intera operazione ha portato al sequestro di 6.000 m.q. di aree industriali, 1.500 tonnellate circa di rifiuti speciali pericolosi, 400 tonnellate circa di rifiuti speciali non pericolosi, 40 automezzi di vario tipo.

I due imprenditori, titolari rispettivamente dell’azienda siderurgica e della concessionaria auto, sono stati denunciati in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ascoli Piceno, in concorso tra loro, per le gravi irregolarità accertate in merito alla normativa ambientale. Rischiano sino a 2 anni di arresto e 30.000 euro di multa con la sospensione fino ad un anno dall’incarico che rivestono nelle loro aziende.

Il valore di quanto sequestrato, comprensivo delle spese di successiva bonifica e smaltimento dei rifiuti a norma di legge, che inizieranno a breve, ammonta a circa 5 milioni di euro.