GEAPRESS – Recentemente il Corpo Forestale dello Stato ne ha posto sotto sequestro più di una. Aquile del Bonelli (nella foto di Michele Mendi) depredate dai nidi, inviate all’estero per essere poi vendute ai falconieri ed a volte tornate con documentazione falsificata nella stessa regione di origine: la Sicilia. Proprio da questa regione arriva ora la bella notizia. Ne da annuncio la LIPU.

Mamma aquila si è sollevata per un attimo, quel tanto che ha permesso di scorgere la bianca testolina del pulcino appena nato. Per i volontari della LIPU Sicilia è il segnale tanto atteso: la prima nascita nel 2013 di Aquila di Bonelli, una delle specie più a rischio di estinzione in Italia.

Bisognerà però proteggerla dalle mani avide dei bracconieri che in passato, per troppo tempo, hanno agito indisturbati per rubare direttamente nei nidi uova e pulcini.  Dopo i primi monitoraggi avviati a gennaio, il nuovo campo sull’Aquila di Bonelli è dunque partito. Sette le associazioni impegnate, oltre la LIPU, il Cabs, Ebn Italia, Fir, Fsn, Man e Wwf. Un impegno che si annuncia non facile: vigilare i nidi pressoché 24 ore su 24 fino al prossimo maggio, fino a quando cioé l’ultima delle giovani aquile – che da qui a poche settimane verranno alla luce – avrà spiccato il volo. L’anno scorso 75 volontari (erano 37 nel 2011) hanno difeso dai bracconieri 26 coppie nidificanti e 30 giovani aquilotti, regolarmente involati tra maggio e giugno.

I volontari dunque si preparano alla nuova stagione ma le associazioni lanciano un appello. “Abbiamo coperto finora per il 75% i turni di sorveglianza ma cerchiamo altri volontari per arrivare al 100% – spiega Angelo Scuderi, consigliere LIPU e coordinatore del campo con Giovanni La Grua – Bastano pochi giorni di disponibilità e questa specie a grave rischio di estinzione avrà una chance in più per sopravvivere”.

Per partecipare ai campi di sorveglianza è possibile contattare Angelo Scuderi (tel. 338 8202750 – Email: scuderi.angelo@yahoo.it) o Giovanni La Grua (lagruagio@alice.it).