corso anpana
GEAPRESS – Ha avuto inizio ieri, domenica 28 aprile, in un’area addestrativa nell’entroterra romano, il primo corso di preparazione per guardie volontarie nell’ambito del progetto “Angels for Africa” dell’ANPANA, la cui finalità è offrire supporto, raccolta materiale e consulenza specialistica ai Guardaparco in varie riserve dell’Africa. Il Progetto, avviato da qualche mese, è la risposta di ANPANA all’esponenziale aumento di atti di bracconaggio a danno di specie a rischio estinzione quali rinoceronti ed elefanti.

Le ultime statistiche diffuse dagli Enti Parco nel solo Sudafrica parlano di 250 rinoceronti uccisi dall’inizio dell’anno, ed è notizia di pochi giorni fa l’annuncio fatto dal Mozambico che dichiara estinti i rinoceronti nel parco di Limpopo – commenta Vincenzo D’Adamo, Vice Comandante Nazionale GEZ ANPANA e project leader per l’iniziativa Angels for Africa – Il mercato nero per i corni di rinoceronte sta raggiungendo un giro d’affari preoccupante, particolarmente in Vietnam, dove la polvere di corno di rinoceronte vale più della cocaina e sta rapidamente assumendo il ruolo di status symbol per la classe media emergente. Il risultato – continua D’Adamo – è il massacro quotidiano di questi magnifici, timidi ed antichi mammiferi, senza distinzione tra maschi e femmine gravide o in lattazione. I loro corpi devastati vengono poi rinvenuti dai ranger locali che si trovano a contrastare bracconieri ben finanziati, dotati di attrezzature paramilitari, visori notturni e droni”.

Il Progetto “Angels for Africa” include un programma specifico di formazione diretto a guardie e ranger di riserve private e parchi naturali nazionali, studiato in collaborazione con AIEA (Associazione Italiani Esperti d’Africa) e la Poaching Prevention Academy. Il programma è volto ad istruire i ranger sulle tecniche di sorveglianza standard e prevenzione e si prefigge di fornire una preparazione avanzata per unità di pronto intervento in caso di pericolo. Inoltre, la squadra potrà mettere al servizio dei ranger locali sistemi di mappazione del territorio risk-free con velivoli altamente professionali – “droni UAV” – con termocamere, videocamere e sensori di rilevamento che permetteranno di monitorare l’area dall’alto e creare un profilo fotografico della zona, nonché di rilevare eventuali minacce a danno degli animali in via d’estinzione.

I candidati al primo corso di preparazione – spiega D’Adamo – vengono formati sia dal punto di vista teorico che dal punto di vista fisico ad operare in condizioni di rischio permanente, come accade quotidianamente in Africa. Impareranno come allestire un campo, come prepararsi uno zaino, come operare in un territorio ostile sia per i rischi derivanti da animali quali serpenti o insetti che per la possibile presenza di bracconieri. Non solo, durante il corso avremo a disposizione i primi droni, prestatici da un’azienda partner, che ci serviranno per la mappazione risk-free delle riserve e il monitoraggio degli eventuali pericoli”.

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