implumi tordo
GEAPRESS – Sarebbero stati fermati dalla Forestale in provincia di Trento. Altri due bergamaschi, dopo quello fermato poche ore addietro (vedi articolo GeaPress), in Val di Non. Se ne andavano ad uccellare tra i filari dei meleti.

Nel primo pomeriggio di ieri le perquisizioni domiciliari in provincia di Bergamo. Nei meleti della Val di Non, invece, i due sarebbero stati trovati in possesso di ventidue nidiacei di Tordo bottaccio. Ad intervenire il Corpo Forestale della Provincia di Trento ed il Corpo Forestale dello Stato.

Si tratta del quarto sequestro in poche ore che vede coinvolti, come luoghi di prelievo degli implumi ed uova, sia la provincia di Trento che  quella di Bolzano. I presunti uccellatori finora rintracciati sono emiliani e della provincia di Bergamo.  Gli uccellini, sottoposti alla tecnica del sessaggio al fine di determinare il sesso, vengono poi destinati come probabili uccelli da richiamo per i cacciatori di capanno. Per legge i Tordi destinati a questo uso, dovrebbero essere nati in cattività, ma alla luce degli ormai numerosi sequestri operati dalle Forze dell’Ordine, è chiaro che la riproduzione in cattività non soddisfa tutte le richieste. Agli uccellini illecitamente catturati verrà inserito l’anellino che ne attesta falsamente la nascita in cattività. Forse non a caso, secondo indiscrezioni pervenute, nel penultimo intervento nel bergamasco sarebbero stati trovati decine di Tordi privi di anello ed altri inanellati ma senza certificazione di origine.

Particolarmente cruenta la pratica del sessaggio. Agli implumi viene praticato, con una lametta, un taglio nell’addome. Con l’ausilio di due stecchini, l’uccellatore andrà alla ricerca degli organi sessuali. La ferita dei maschi viene poi trattata con la colla, mentre le femmine (inutili come richiami perchè non cantano) vengono semplicemente eliminate.

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