Avevano camuffato il tutto tra le pelli di animali non soggette all’applicazione della Convenzione di Washington sul commercio di specie rare e minacciate di estinzione. Il carico, giunto a Civitanova Marche e diretto ad una ditta della provincia, proveniva della Svizzera ma portava al suo interno un corposo campionario di pellame di animali provenienti da più parti del mondo. Coccodrilli, anguille, struzzo, tegu, acrocondo di Giava.

Centinai di pelli palesemente occultate per sfuggire ai controlli doganali. Il certosino controllo operato dall’Ufficio della Dogane, ha permesso, però, di scoprire l’inganno. Ad intervenire sul posto il Servizio Cites territoriale di Macerata ed il Nucleo Operativo Cites del Corpo Forestale dello Stato. Sul mercato la spedizione avrebbe garantito un guadagno di parecchie decine di migliaia di euro superiori a quello delle pelli appartenenti ad animali non protetti che invece erano dichiarate nella spedizione.