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GEAPRESS – Una operazione antibracconaggio scaturita dalla collaborazione dei Carabinieri del Comando Stazione di Alvignano (CE), diretti dal Luogotenente Nicola Marsilio, e le guardie dell’Ente Nazionale Protezione Animali di Caserta. Si è così potuto identificare e denunciare un uomo del posto accusato di uso di mezzi di caccia vietati, introduzione in una proprietà privata e danneggiamento della stessa. Il tutto per avere sistemato nei passaggi usati dalla fauna dei lacci in acciaio atti a catturare cinghiali.

L’operazione si è protratta per più giorni con appostamenti effettuati in vari orari ma alla fine si è optato per la collocazione di foto trappole sistemate nei pressi dei lacci precedentemente disarmati onde evitare la cattura di fauna selvatica.

I lacci, ricorda l’ENPA di Salerno, sono costituiti da cavi di acciaio alla cui estremità si crea un cappio scorrevole. Sono altresì mezzi vietati di caccia che oltre a non essere selettivi, producono nell’animale che viene catturato, lunghe sofferenze ed una lenta morte. Vengono collocati lungo i passaggi creati dai cinghiali per spostarsi in cerca di cibo, acqua e riparo.

A distanza di qualche giorno, l’occhio delle foto trappole ha immortalato il soggetto mentre sarebbe stato intento a risistemare i lacci in una proprietà privata, creando un varco in una rete che fungeva da recinzione.

L’uso della foto trappola non è una novità per le Guardie della Protezione Animali di Caserta, che la usano già da qualche tempo per cogliere i bracconieri. Seguiranno altri controlli in zona al fine di tutelare la fauna.

I ringraziamenti dell’Enpa di Caserta vanno ora ai Carabinieri della Stazione di Alvignano, per la professionalità e la sensibilità dimostrata.

 

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