codirosso spazzacamino
GEAPRESS – Un metodo barbaro per eliminare animali non graditi. Così l’ENPA di Savona definisce la colla per topi ed insetti. Animali che rimangono intrappolati per essere buttati via.

Una morte lenta ed atroce che prende per  fame e per sete. La trappola, purtroppo di libera vendita, malgrado la Protezione Animali ne chieda da tempo il divieto, non uccide solo l’animale “bersaglio” ma anche gechi, pipistrelli, farfalle, uccelli e qualsiasi piccolo essere vivente che abbia la sventura di venirne a contatto.

Era già accaduto ad agosto ad una civetta a Cadibona (vedi articolo GeaPress) e ieri è toccato ad un piccolo e bellissimo Codirosso spazzacamino, trovato completamente “incollato” in piazza Concordia ad Albissola Mare (SV) da un passante, che l’ha consegnato alla veterinaria dr.ssa Pomarici che, dopo le prime cure, l’ha affidato ai volontari della Protezione Animali.

Ci vorranno numerosi e minuziosi lavaggi con solventi per liberarlo; ma ciò non basterà, perché molte penne e piume sono irrimediabilmente rovinate ed occorrerà attenderne la ricrescita naturale, quindi mesi di calvario per il volatile e tanto tempo dei volontari, prima di poterlo rimettere in libertà guarito. Il Codirosso spazzacamino è un uccello monogamo che si ciba di insetti e piccoli frutti, è parzialmente migratore ma non teme la vicinanza dell’uomo e si sta espandendo dai boschi originari alle città, dove nidifica negli anfratti degli edifici.

L’ENPA rilancia i suoi appelli ai Comuni, perché vietino la vendita della colla per topi, alle drogherie perché non la vendano più, ai cittadini perché non la acquistino e non la usino; è infatti una micidiale miscela di polibutilene e poliisobutilene, la cui “scheda di sicurezza”, sempre ad avviso della Protezione Animali, non sarebbe tranquillizzante neppure per gli umani. Esistono invece metodi incruenti ed efficaci per tenere lontani i topi dai luoghi abitati, senza dover  condannare loro ed altri animali ad una morte atroce; anni fa le Guardie Zoofile dell’ENPA denunciarono alla Magistratura un savonese che l’aveva spalmata sul terrazzo, con il risultato che vi soffocò lentamente una povera tortora.

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