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GEAPRESS – Non c’è pace per i randagi che vivono nell’area balcanica. Dopo il via libera alle uccisioni in Romania, lo scenario volge al peggio anche in Albania dove suscita preoccupazione la notizia secondo cui il comune di Scutari avrebbe indetto un appalto per commissionare a ditte esterne la soppressione dei “trovatelli”.

Per l’ENPA questi soldi potrebbero invece divenire risorse usate per le sterilizzazioni, ovvero l’unico strumento realmente efficace di contrasto del randagismo.

L’Enpa, si fa così portavoce della protesta di numerosi cittadini italiani indignati. Il provvedimento del comune di Scutari, afferma la Protezione Animali, oltre a dare il via ad abbattimenti di massa, sarebbe in netto contrasto con la giurisprudenza albanese. La normativa dell’Albania, infatti, stabilisce che le soppressioni devono essere praticate solo in casi particolari e, soprattutto, senza crudeltà e senza provocare dolore usando esclusivamente medicinali veterinari approvati dalla legge. Per questo, la presidente nazionale della Protezione Animali, Carla Rocchi, ha scritto all’ambasciatore dell’Albania in Italia affinché intervenga sul proprio governo per evitare gli abbattimenti. “Come indicato anche da autorevoli istituzioni internazionali – ha scritto la presidente dell’ENPA  – il problema del randagismo non può essere risolto mediante l’uccisione degli animali, ma soltanto attraverso adeguate campagne di sterilizzazioni che, se ben pianificate, comportano per le amministrazioni pubbliche costi inferiori rispetto a quelli normalmente sostenuti per altre operazioni di contenimento del randagismo“.

La Protezione Animali ha altresì offerto la propria disponibilità, in termini di risorse umane e materiali, a collaborare con le autorità albanesi per contrastare il fenomeno nell’unico modo possibile: senza abbattere alcun animale.

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