GEAPRESS – Ordini calati fino al 40% durante il periodo di Pasqua. In tal maniera un comunicato di Confagricoltura riferiva già alla fine di marzo. Come cause del crollo sono state richiamate le importazioni dall’estero ma “anche e soprattutto un forte calo delle richieste dei consumatori“.

Quanto basta per fare tirare le somme ad Animal Equality, l’associazione animalista che in pieno perido pasquale ha fatto piombare sul piatto delle scelte dei consumatori un documento shock sul mondo degli allevamenti e macellazione degli agnelli (vedi articolo GeaPress).

Un’indagine – riferiscono gli animalisti in un loro comunicato – che ha  chiaramente puntato il dito sulla sofferenza e lo sfruttamento celati dietro la produzione di carne di agnello“.

Il video, che a detta di Animal Equality, riguarderebbe strutture italiane (nella foto di Animal Equality), dopo soli 10 giorni dalla pubblicazione è stato visto da quasi 45.000 persone mentre in 4.000 hanno firmato l’impegno a non consumare carne d’agnello o altri prodotti di origine animale.  Per Animal Equality, al di là della crisi economica evidenziata dalle aziende, “è oramai evidente che nell’opinione pubblica il dibattito sulla sofferenza di questi animali è aperto“.

Per più di un anno attivisti sotto copertura hanno infatti filmato scene mai viste prima, scioccanti e reali di quanto accade ai cuccioli di appena un mese di vita, uccisi per diventare cibo.“All’indomani della Pasqua – ha dichiarato Francesca Testi, portavoce di Animal Equality – possiamo dire che la nostra campagna ha ottenuto molta attenzione da parte dei media e nell’opinione pubblica, chiaramente interessata a capire cosa si cela dietro il consumo di carne di agnello“.

Queste le cifre riportate da Animal Equality: 4 milioni gli agnelli uccisi ogni anno in Italia  per il consumo umano, tra quelli esportati dall’Est Europa (Romania prima di tutto) e quelli allevati in Italia. Questa cifra è superiore, se prendiamo in considerazione anche pecore, agnellotti e capre, che in questo periodo subiscono una sorte altrettanto cruenta. Sono quindi circa 800.000 gli animali uccisi in totale solo nel periodo di Pasqua.

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