gorilla foto LAGA
GEAPRESS – Arrivano quasi con ritmo settimanale, le notizie di interventi antibracconaggio concluse con il sequestro di carne ed ossa di grandi primati. Soprattutto scimpanzè e gorilla sono le principali vittime di un bracconaggio che rifornisce di ossa il mercato dei collezionisti internazionali. Per i commercianti locali, invece,  la carne affumicata.

Una recente ricerca condotta dal WWF, dalla Wildlife Conservation Society (WCS) e dall’International Union for Nature Conservation (IUCN), ha messo in evidenza come in realtà buona parte di questi primati vivono al di fuori delle aree protette. Si tratta del 79% della popolazione selvatica.

Congiuntamente alla forte richiesta di parti di questi animali, altri fattori incidono sul depauperamento delle popolazioni selvatiche. Si tratta  della perdità dell’habitat naturale, dalla mancanza di un sistema legislativo adeguato e dalla corruzione esistente all’interno dei sistemi di controllo.

Le foreste pluviali dell’africa occidentale equatoriale, possiedono la maggior parte dei gorilla del mondo e circa un terzo di tutti gli scimpanzé – ha riferito  Fiona Maisels, Biologo del WCS – I gorilla in particolare, sono gravemente influenzati dalle attività umane“.

Lo studio ha altresì inteso fornire un piano d’azione volto ad individuare una strategia utile per la conservazione delle due specie animali.

Tra i maggiori fattori che incidono sulle modifiche ambientali vi è lo sviluppo agricolo e le industrie minerarie. Fuori dalle aree protette, non vi è di fatto alcun controllo o grado di tutela.

Secondo il  WWF sono ora necessarie prese di posizione coraggiose per garantire l’applicazione delle leggi sulla fauna selvaca oltre che far venir meno la diffusa impunità per i trafficanti di fauna selvatica.

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