Il canile municipale della città di Acquaviva delle Fonti ultimamente  è gestito da una Cooperativa sociale di tipo B; nel passato era un’Associazione  a prendersi cura dei cani.
Da marzo scorso il Comune spende 300mila euro per costringere i propri randagi in un lager; infatti nello spazio destinato a 172 cani ne sono “ammassati” ben 453. L’intervento dei Nas ha messo in evidenza la drammatica situazione, possibile che il servizio veterinario ASL, competente per territorio, non si è mai accorto del sovraffollamento?
Eppure erano presenti quasi il triplo dei cani ricoverabili! Tra l’altro il canile presenta anche gravi carenze igieniche. Insomma ammassati ed insozzati, questo il destino dei randagi acquavivesi, destino condiviso da milioni di randagi meridionali.
I Carabinieri del NAS hanno inviato una relazione alla Procura della Repubblica di Bari, per i provvedimenti del caso.