cinghiale morto
GEAPRESS – Tutto centrato sui cosiddetti richiami vivi, i poveri uccellini catturati per fungere da richiamo per i cacciatori di appostamento. Ma nell’art. 16 del DDL di conversione del Decreto governativo n. 91, vi erano altri aspetti riguardanti il mondo della caccia.

Il DDL, nella giornata di ieri, ha avuto il via libera, dopo quello delle Commissioni, anche dall’Aula. Un voto iperblindato visto che il Governo ha posto la fiducia sul maxi-emendamento riepilogativo delle modifiche apportate dalle Commissioni.

Nelle pieghe del testo, fa ora presente  la LAC (Lega per l’Abolizione della Caccia) sarebbero però “state infilate alla chetichella” le  disposizioni  per favorire i cacciatori di ungulati. Questo, denuncia sempre la LAC, aggirando i rilievi della Commissione UE sulla capacità di fuoco delle carabina da caccia. Modifiche che dovrebbero consentire di abbattere i cervidi in periodo invernale anche sui rilievi appenninici innevati, ovvero, spiegano gli animalisti, quando la fauna è in condizioni di oggettivo svantaggio per la scarsa disponibilità di cibo oltre che più facilmente rintracciabile a causa delle orme lasciate sulla neve.

Sino ad oggi la caccia sulla neve era consentita solo nella zona faunistica delle Alpi, mentre in futuro le regioni potranno consentirla anche nel resto d’Italia per abbattere sui terreni innevati animali come caprioli, cervi o daini. Il testo deve ancora essere discusso alla Camera ma il voto favorevole è pressocchè scontato. Si tratta, infatti, della terza ed ultima lettura; ogni modifica comporterebbe la ripresa dell’iter legislativo.

Sempre secondo la LAC il Decreto-Legge convertito dal Senato ha imposto, dopo le osservazioni pervenute dall’Europa, la limitazione dei caricatori. Viene però lasciata una deroga per la caccia al cinghiale che potrà essere praticata con carabine semiautomatiche contenenti 5 munizioni nel caricatore. Con l’aggiunta della munizione inserita nella camera di cartuccia porterà a 6 le munizioni consentite per la caccia al cinghiale. Per gli animalisti si tratterebbe di una violazione alla  direttiva  Europea.

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