Erano importati illegalmente dalla Cina i 15.ooo giubotti confezionati con pelle di procioni sequestrati dal Corpo Forestale dello Stato e dall’Ufficio delle Dogane al porto di Civitavecchia.  Il container con i giubotti viaggiava su una nave proveninente dal porto di Shanghai. La merce era destinata a Prato e Roma ed una volta commercializzata avrebbe fatturato fino a 800.000 euro.
Spesso, capi di provenienza illecita come in questi, vengono poi rietichettati con il marchio “made in Italy” in violazione della legge a protezione della produzione nazionale. 
Sui giubotti di Civitavecchia saranno effettuate analisi per verificare la presenza di sostanze potenzialmente nocive per la salute o comunque non autorizzate dalle norme sanitarie comunitarie. 
I giubbotti non erano accompagnati dalla necessaria documentazione di origine che provasse una provenienza lecita, ovvero che le pelli non arrivassero da allevamenti illegali o da catture mediante trappole o altri mezzi che causano sofferenza agli animali, come stabilito dall’Unione Europea. La sanzione prevista dalla legge per il commercio del Procyon lotor è l’arresto fino ad un anno e l’ammenda da 10 a 100 mila euro.