GEAPRESS – Un video che fa rumore e non solo per i lamenti delle mucche e gli effetti sonori di pugni e sprangate, ma anche per il rifornitore dell’industria casearia dell’Idaho finita nel mirino di Mercy for Animals, l’Associazione animalista statunitense non nuova a simili investigazioni. Il prodotto derivato da quelle mucche sarebbe, infatti, il formaggio utilizzato da Burger King la nota multinazionale del fast food. Mucche a terra, come altre di italica memoria, ma anche qualcos’altro. Violenza gratuita, fatta di calci e pugni a poveri animali che, al chiuso di quelle piccole gabbie, non possono schivare gli effetti di un violento inserviente. Una situazione già denunciata e che ha portato, riferiscono da Mercy for Animals, all’accusa di tre lavoratori, tra cui il responsabile della ditta casearia, di maltrattamento di animali.

Sprangate, persone insensibili ai lamenti e la forza di chi, munito di telecamera nascosta, ha continuato a filmare. Quella stessa forza che in America fa paura e che sta portando più di uno Stato dell’Unione a legiferare con l’intento di punire severamente chi diffonde tali filmati.

Burger King è ora invitata a prendere posizione fornendosi di linee guida da fare rispettare ai suoi fornitori. Tolleranza zero per gli abusi ai danni degli animali, dicono da Mercy for Animals, il cui dominio web è ora in toto indirizzato sui risultati della nuova investigazione.

Cosa può mai giustificare, se non un profondo sadismo, storcere brutalmente la coda di una povera mucca impossibilitata ad alzarsi? Cosa può mai giustificare la catena con la quale viene trascinata una mucca ormai bloccata in terra? Poveri animali con le mammelle enormi che scivolano sui pavimenti ricoperti di escrementi. Animali vecchi e feriti con ossa rotte o deformate. Umiliate, terrorizzate e brutalmente ferite per un … formaggio. Ha ancora senso, si chiedono gli animalisti americani, propinare ai consumatori scene bucoliche per la pubblicità farcita di mucchine felici di brucare la fresca erba del mattino? Forse le porte degli allevamenti dovrebbero essere aperte più facilmente. E invece, si prevedono pesanti sanzioni penali, come sta avvenendo negli Stati uniti, per chi mostra il retro del sipario.

In merito alla vicenda denunciata da Mercy for Animals, la Burger King ha però fatto sapere di non avere contatti diretti con  l’azienda oggetto dell’indagine. Il formaggio da loro utilizzato è  prodotto da un’altra società che si rifornisce dalla prima. Quest’ultima ha a sua volta comunicato  di essere dispiaciuta per l’accaduto e di avere licenziato i dipendenti responsabili delle violenze.

Abbiamo cercato di metterci in contatto con la Burger King per sapere se hanno intenzione di adottare tali linee guida in risposta alle istanze animaliste. Siamo sempre disponibili ad accogliere una dichiarazione in merito alla vicenda.

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