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GEAPRESS – Si sono protratte per l’intero pomeriggio di martedì le operazioni di sequestro e trasferimento degli animali dalla baracca in cui vivevano in mezzo ad un campo fuori dall’abitato di S. Zeno di Montagna (VR).

Tutti gli animali, divenuti oggetto di sequestro, sono stati destinati verso una  nuova sistemazione messa a disposizione da volontari della LAV che avevano presentato denuncia al Corpo Forestale dello Stato di Verona. L’ipotesi di reato riguarda le condizioni in cui erano costretti gli animali. “Esseri innocenti – riferisce la LAV di Verona – vessati dalla brutalità dell’uomo“.

Una quarantina di animali in tutto. Si tratta di galline, anatre, tacchini, conigli e un vecchio cane setter non più adatto alla caccia. Gli animali da cortile, asserisce la LAV, parrebbero essere stati utilizzati per l’alimentazione. Affollati e gabbie sporche, questo tra i rilievi sollevati dagli animalisti. Molti polli, poi, sarebbero stati trovati deplumati e con uno strato di escrementi mescolati a segatura ormai adeso allo sterno. I conigli, inoltre, avrebbero avuto le orecchie rovinate dagli acari e le unghie lunghe per l’immobilità.

Costretti dentro piccole gabbie che, a detta della LAV, avrebbero impedito finanche di potersi girare. Il sospetto è che in tal maniera venissero obbligati ad ingrassare velocemente per il massimo della resa al minor costo. A quanto pare c’è il sospetto che gli animali potessero servire un locale adibito a ristorazione.  Miserrima la condizione descritta in merito alla detenzione del cane setter, legato con una catena ad un palo. La LAV riporta assenza di protezione  dalle intemperie, in mezzo a lamiere arrugginite e stretto al collo da un collare in ferro così adeso da indurlo a tossire quando cercava di allontanarsi dal breve raggio permesso dalla catena. Operato d’urgenza lo stesso giorno del sequestro, il povero cane è risultato soffrire della febbre alta e di una infezione trascurata provocata da una vecchia ferita.

Tutti gli animali da cortile sono stati presi in carico da volontari della LAV e si stanno godendo ora una libertà insperata in assenza di costrizioni e conforme alle condizioni naturali proprie della loro specie, con la prospettiva di una vita intera da vivere e la possibilità di esplicare i loro comportamenti naturali senza che nessun uomo ponga fine alla loro esistenza per suo uso e consumo. Il cane setter è in stallo presso una volontaria in attesa di un’amorevole famiglia che gli voglia regalare gli ultimi anni di vita serena.   I ringraziamento degli animalisti sono ora rivolti a Leopoldo De Dominicis e l’Associazione La voce dei Conigli per l’aiuto prestato. Un plauso ancora una volta al Corpo Forestale dello Stato di Verona per l’encomiabile lavoro.

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