GEAPRESS – Aumentano in Veneto i casi di positività al sottotipo H5 del virus dell’influenza aviaria registrati presso le strutture di svezzamento avicolo. L’ultimo riscontro si è avuto presso un’azienda in provincia di Verona. L’altro ieri sono stati abbattuti 8.600 animali tra galline ovaiole, polli da carne, faraone e capponi. La conferma sulla positività riscontrata nell’allevamento è avvenuta lo scorso 28 settembre.

Il primo caso, però, ha riguardato un allevamento in provincia di Treviso che, secondo indiscrezioni pervenute, potrebbe riguardare il Comune di Maserada sul Piave. Nonostante la conferma della positività sia arrivata il 24 settembre scorso, in questo caso non si è provveduto all’abbattimento. Questo perché si starebbe studiando una maniera per derogare alla prevista uccisione di animali, trattandosi, in alcuni casi, di specie rare. In tutto 750 animali di cui 240 anatre, 186 galline, 128 oche, 100 piccioni, 38 pavoni, 30 cigni, 18 ibis, 4 cicogne, quattro gru e due beccacce.

Si tratta di un allevamento di uccelli ornamentali per il quale, nella specifica comunicazione inviata dal Ministero della Salute anche agli uffici competenti dell’Unione Europea, viene data notizia del divieto, imposto dalla Regione Veneto, sullo svolgimento di fiere e mercati di uccelli. In realtà la Regione Veneto ha imposto il divieto con l’esclusione proprio delle manifestazioni con uccelli ornamentali (vedi articolo GeaPress).

L’Eurodeputato Andrea Zanoni, aveva già sollevato il caso della cosiddetta “letterina” con la quale la Regione Veneto ha disposto il divieto di fieri e mercati e relativa esclusione. “Letterina” del dirigente dell’unità di progetto veterinaria che non viene pubblicata, come sarebbe dovuto con un provvedimento di Giunta, nel bollettino della Regione Veneto. Lo stesso Ministero, di fatto, ignora così che le fiere con uccelli ornamentali in Veneto si possono svolgere, nonostante il riscontrato caso di aviaria. Intanto il Ministero della Salute ha comunicato alle Autorità europee che in Veneto tutte le fiere e i mercati sono vietati.

Quanto sta accadendo in Veneto è molto grave – ha riferito l’On.le Zanoni a GeaPress – Se venisse poi confermato il caso di aviaria per gli uccelli ornamentali a Maserada sul Piave, saremmo proprio in uno di quei centri dove si svolgono le fiere tanto care all’intoccabile mondo venatorio” ha concluso l’On.le Zanoni.

Per i due casi del Veneto il Ministero della Salute sta ora accertando la possibile correlazione con il sottotipo H5N2 riscontrato ormai in più casi sia nella filiera rurale che in quella industriale italiana. Un sottotipo, ha riferito il Ministero, che potrebbe evolversi, nel caso di mancata prevenzione, in forme più aggressive e potenzialmente pericolose anche per l’uomo.

In Veneto, però, le fiere con gli ornamentali non si devono toccare e tanto per non farsi mancare nulla il Governatore Zaia e l’Assessore Stival hanno già pronta la delibera relativa alla nuova infornata di specie protette e particolarmente protette, ovvero la cosiddetta caccia in deroga. In tutto 381.303 animali così suddivisi: 115.882 storni, 222.251 fringuelli, 27.520 peppole, 15.550 pispole. La delibera deve ancora passare in Commissione Agricoltura. Passaggio che dovrebbe avvenire martedì prossimo. Poi verrà approvata dalla Giunta. Un nuovo passo, riferisce l’On.le Zanoni, verso le salate multe dell’Unione Europea.

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