GEAPRESS – L’On.le Andrea Zanoni, Europarlamente veneto dell’IdV, aveva sottolineato la grave incongruenza appena pochi giorni addietro. L’influenza aviaria di un ceppo a bassa patogenicità ma che potrebbe, secondo il Ministero della Salute, degenerare in forme aggressive e potenzialmente pericolose per l’uomo, era arrivato a Mantova, la provincia lombarda incuneata tra Emilia e Veneto (vedi articolo GeaPress).

Il ceppo, nel caso lombardo, era stato scoperto in una struttura di svezzamento avicolo. Tali attività, infatti, erano state a sua volta messe sotto osservazione dal Ministero della Salute (vedi articolo GeaPress) dopo che era stata appurata la connessione tra un’attività assimilabile della provincia di Prato e la mattanza di tacchini avvenuta nel bresciano (vedi articolo GeaPress). Un ceppo, quello rintracciato che, sempre secondo il Ministero, è stato rinvenuto negli ultimi mesi in più allevamenti italiani. Tra questi uno di uccelli ornamentali della vicina provincia di Forlì Cesena. Tutti abbattuti come gli altri 40.000 pennuti degli allevamenti italiani risultati positivi negli ultimi mesi.

Può il Veneto delle forti tradizioni fieristiche con uccelli (specie venatorie) vietare qualcosina? Certo che può, se di mezzo c’è la salute ma si scorda di inserire tra le fiere e mercati da vietare, proprio quelli con uccelli ornamentali. Anzi, prevede espressamente che non debbano essere vietati. Animali che, alla luce del livello amatoriale di molti allevatori, possono più facilmente sfuggire alla rintracciabilità.

Ora la novità. Il ceppo dell’aviaria è comparso in provincia di Treviso presso un’ azienda di svezzamento agricolo che tratta proprio uccelli ornamentali. E’ stata posta sotto sequestro e si attende di sapere cosa fare per gli animali appartenenti a specie rare. Il Ministero, però, in una sua nota del 2 ottobre scorso, tranquillizza. La Regione Veneto, dice, ha vietato mostre e mercati di uccelli. Il Ministero, quindi, non sa che la Regione Veneto, con “semplice “letterina” di un dirigente regionale“, riferisce polemicamente l’On.le Zanoni, ha escluso dal divieto proprio le manifestazioni con uccelli ornamentali.

L’On.le Zanoni aveva, altresì, sottolineato come la “letterina” del dirigente dell’Unità di progetto Veterinaria, non essendo pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione Veneto, sfugge ai normali canali di comunicazione dovuti per un provvedimento che riguarda la salute pubblica.

Tanto sfuggente che forse non lo sa neanche il Ministero della Salute che dà, ora, comunicazione della presenza dell’aviaria in una struttura di svezzamento relativa ad uccelli ornamentali aggiungendo pure che sono vietate le fiere, quando, proprio quelle con gli ornamentali, la Regione Veneto non le ha volute vietare.

Intanto a Loria, in provincia di Treviso, grazie alla “letterina”, domenica 30 settembre si è svolta una fiera con uccelli ornamentali. La riscontrata positività dell’allevamento trevigiano, risale al 24 settembre e il Ministero ne ha dato conferma il 2 ottobre. La “letterina” del dirigente regionale, è invece del 21 settembre e faceva infatti seguito al riscontro del virus in provincia di Mantova.

Come si comporterà il dirigente regionale, in assenza di delibere di Giunta Regionale, ora che è accertato che il virus impertinente ha attraversato, senza preavviso, i confini lombardo veneti? C’e solo da sperare che il virus di libera circolazione, se infettante ornamentali, non era tra gli uccelli di Loria, provincia di Treviso. La stessa provincia dove già da alcuni giorni era stata riscontrata la positività all’aviaria tra gli ornamentali (non vietati, per letterina ricevuta). Forse, a colpo di fortuna, possiamo fare prevenzione.

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