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GEAPRESS – Un allevatore della provincia trovato in possesso di quindici cani e di due uccelli protetti che sarebbero stati detenuti senza le prescritte autorizzazioni nel seminterrato della propria abitazione.

Il soggetto ha ora rinunciato alla proprietà degli animali, i quali potranno presto essere dati in adozione.

Lo rendono noto le Guardie Zoofile Enpa del Nucleo di Varese che nelle scorse ore, insieme ai Carabinieri, hanno condotto il blitz presso la residenza dell’indagato, contestando all’uomo ipotesi di reato che vanno dal maltrattamento di animali con aggravante al furto venatoria, dall’esercizio abusivo della professione medico-veterinaria alla detenzione incompatibile, fino ad arrivare al reato di falso materiale.

Oltre ai cani detenuti in condizioni igienico-sanitarie definite “pessime” e a due uccelli particolarmente protetti (una Cincia dal Ciuffo e un Lorichetto Arcobaleno), i Carabinieri e le Guardie Zoofile hanno trovato anche i resti di numerosi esemplari di uccelli protetti (Lucherini, Venturoni, Picchio Maggiore, Cincia Mora) che si ipotizza siano morti a causa delle condizioni di detenzione in seguito alla cattura. Sarebbero inoltre stati trovati libretti sanitari in bianco; siringhe per l’inoculazione di microchip, pronte all’uso; vaccini; trappole per la cattura di fauna selvatici.

Il blitz nasce da un’indagine molto complessa. Le nostre Guardie seguivano l’allevatore da circa due mesi per la cattura, il possesso e la vendita, con anelli falsi, di esemplari selvatici protetti – spiega Antonio Fascì, responsabile del Servizio Nazionale Guardie Zoofile Enpa – Poi, nelle ultime ore, la nostra attività si è intersecata con quella dei Carabinieri della stazione di Mornago”. A quanto sembra i militari stavano seguendo lo stesso soggetto per l’ipotesi di uso illecito del timbro di un veterinario”.

Ora magistratura è ora chiamata a fare chiarezza.

Ringrazio tutti coloro i quali hanno preso parte all’operazione – ha aggiunto il responsabile delle Guardie Zoofile – il Pubblico Ministero della Procura di Varese, la dottoressa Sara Arduini che ha coordinato il blitz, i Carabinieri e, naturalmente, le nostre Guardie Zoofile“.
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