GEAPRESS – Sul fatto che le misure antiterrorismo prese dagli Stati Uniti dopo gli attentati dell’undici settembre, siano sconfinate anche in aspetti grotteschi, si è molto discusso. Non solo le inchieste del regista Michael Moore, ma anche quelle ufficiali condotte su CIA e FBI. In quest’ultimo caso, però, si trattava di trovare eventuali défaillance nel sistema di sicurezza americano che potrebbero avere agevolato gli attacchi dell’undici settembre. La risposta esasperata, avrebbe poi assunto aspetti tragicomici.

Non è noto se in questo caso vi sia un collegamento diretto, ma potrebbe non essere solo una coincidenza di date il fatto che appena nel 2003 un’azione investigativa, condotta da un’apposita Task Force dell’FBI, portò a concludere che a violare, tra gli altri, le disposizioni antiterrorismo erano stati gli …. animalisti (!).

Qual è la colpa?
Ovviamente essere riusciti a filmare le condizioni di detenzione degli animali negli allevamenti intensivi. Ad ogni modo quello dell’FBI non pare essere stato un grande sforzo. Questo dal momento in cui il documento video era stato  rivendicato dal gruppo animalista. Senza tale annuncio, probabilmente, non si sarebbero mai individuati i responsabili del filmato. L’FBI non ha confermato (ma neanche smentito) il fascicolo aperto sugli attivisti, e ad ogni modo potrebbe trattarsi quasi di una presa d’atto dovendosi applicare le disposizioni vigenti.
 
Lo Stato americano dove  ora sono accusati i cinque attivisti, fa comunque un poco riflettere. Si tratta infatti del  Massachusetts  il quale, assieme allo Iowa e la Florida, ha allo studio delle proposte di legge che vogliono punire come reato grave chi documenta, senza preavviso, il mondo degli allevamenti. Una cosa scabrosa, evidentemente, che in più occasioni ha fatto arrossire di rabbia gli Stati della provincia agricola americana, dove si concentrano i più grandi poteri industriali al mondo basati sull’allevamento e la macellazione degli animali. Ryan Shapiro, uno dei cinque finito nel fascicolo dell’FBI  e che ha diffuso la notizia del fascicolo esistente a suo carico, ha dichiarato come la difesa dei profitti di queste aziende, passa  attraverso l’accusa di terrorismo nei confronti degli attivisti animalisti. 

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