GEAPRESS – Settima persona finita nei guai con la giustizia dopo la denuncia dell’Associazione americana Mercy for Animals che ha prodotto un video shock all’interno di un centro della ditta americana Butterball.

Butterball fornisce il 20% dei tacchini prodotti negli Stati Uniti.

Gli attivisti di Mercy for Animals, tra il novembre e il dicembre 2011, hanno documentato, sotto copertura e con l’ausilio di telecamere nascoste, l’orrendo trattamento riservato ai poveri animali. Bastonature, violenti calci, strattoni e trascinamenti per le fragili ali. Poi animali costretti a vivere tra mosche e rifiuti, ed altri lasciati in lunga agonia.

Animali selezionati per essere obesi. Una massa muscolare spesso insostenibile per le esili ossa tipiche degli uccelli. Un surplus di massa muscolare utile però a sostenere la produzione di fettine, petti o tacchini interi farciti come nella più tipica tradizione americana. Quello che il tacchino conserva del suo aspetto naturale durante la triste breve esistenza in allevamento, è il carattere timido e tranquillo.

Ora l’ulteriore sviluppo. Secondo l’Associated Press una settima persona è stata fermata dalla Polizia per i maltrattamenti nella fattoria del North Carolina. Brian Douglas, questo il nome del settimo operaio ora indagato, sarebbe stato arrestato giovedì pomeriggio. Degli altri sei lavoratori, dei quali si è avuta notizia una decina di giorni addietro, tre risultano arrestati (due per falsificazione dei dati personali ed uno per crudeltà verso gli animali), mentre i rimanenti altri tre sono indagati con l’accusa di crudeltà.

Preoccupante la vicenda di una ottava persona. Un veterinario della pubblica amministrazione del Dipartimento dell’Agricoltura competente per territorio. Secondo l’accusa avrebbe avvisato un responsabile dell’allevamento dell’imminente irruzione della Polizia. Il Veterinario ha prima smentito, poi ha ammesso di avere riferito ad un collega dell’allevamento, di provvedere immediatamente ad eliminare i casi di maltrattamento. Secondo l’accusa il Veterinario della pubblica amministrazione, poco prima dello scorso Natale, aveva telefonato al collega sapendo dell’irruzione della polizia programmata dopo la consegna del video effettuata dagli attivisti di Mercy for Animals.

Secondo Nathan Runkle, direttore di Mercy for Animals, quanto è avvenuto è molto grave. La maniera con la quale lo stesso responsabile animalista ha inteso sintetizzare il concetto è un detto in uso localmente ovvero, la volpe messa a guardia del pollaio. Secondo Runkle è prevalso un interesse corporativo rispetto alla superiore esigenza di controllo affidata dalla legge non solo per le condizioni degli animali ma anche per l’interesse del consumatore.

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