GEAPRESS – Tempi duri per i tacchini. Dopo la mannaia degli abbattimenti avvenuti nel bresciano a causa della temibile influenza aviaria (vedi articolo GeaPress) un nuovo incubo si affaccia per i poveri pennuti destinati a divenire fettine nei piatti dei consumatori europei. Parrebbe infatti essere ricollegabile proprio a loro la presenza di un raro ceppo di Salmonella, in genere osservato dopo viaggi nel sud est asiatico. Ed invece le persone finora contagiate con l’Indocina non hanno mai avuto nulla a che fare.

Salmonella di Stanley, così si chiama il sierotipo del quale, già nel mese di luglio, si era sentito parlare per Ungheria, Germania e Belgio. L’esclusione di ogni contatto con i lontani paesi asiatici aveva da subito indirizzato le ricerche microbiologiche sulla filiera della carne e quella dei pennuti in particolare. Ad essere attenzionati, comunque, anche gli allevamenti di suini.

Ora la novità comunicata dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare. I casi finora registrati riguardano, oltre i tre paesi di cui sopra, anche Austria, Repubblica Ceca e Polonia. In tutto 167 infezioni certe e 254 probabili. Un dato che potrebbe apparire irrilevante se paragonato ai 100.000 casi di salmonella registrati ogni anno nei paesi dell’Unione Europea, se non fosse, però, per l’estrema rarità del ceppo in questione. I consigli dell’Autorità Europea e della Commissione, sono ora indirizzati proprio alla filiera, dalla produzione alla ristorazione. Attenzioni igieniche ma anche come evitare ogni possibile contaminazione tra carne cruda e cucinata. Al vaglio, anche, l’antibiotico resistenza.

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