coccodrillo
GEAPRESS – Sorprendente evoluzione del concetto di animale da compagnia nell’Unione Europea. Da qualche giorno, tranne diversa disposizione dello Stato membro, un Coccodrillo del Nilo è un “animale da compagnia“. Il tutto deriva dal nuovo testo approvato a Strasburgo che modifica le norme di viaggio con gli animali da compagnia. Una interpretazione che forse ha esagerato arrivando ad equiparare  un canarino ad un Condor della California.

Poi, anche le deroghe. A vantaggio di chi vorrebbe commerciare, probabilmente. Non un dubbio animalista, ma una stessa possibilità  messa in conto dal testo approvato (vedi TESTO )

Sicuramente per cani, gatti e furetti il numero massimo di animali trasportabili come animali da compagnia è fissato in cinque unità, sebbene i proprietari potranno ulteriormente derogare ad un numero superiore non meglio specificato. Questo nel caso in cui la movimentazione avvenga per competizioni, mostre ed eventi sportivi. Tutti a carattere non commerciale, ovviamente. Altra possibilità è poi  l’allenamento finalizzato agli eventi appena descritti. Sarà efficace, oppure no, ma il proprietario o la persona autorizzata ha l’obbligo di presentare una prova scritta  che gli animali da compagnia sono inseriti in uno degli eventi così previsti oppure siano stati registrati presso un’associazione che li organizza. Gli animali devono poi avere più di sei mesi. Figuriamoci, solo per fare un esempio, la movimentazione dei cani da caccia.

Il dubbio che un commerciante un po’ troppo vivace possa dissimulare un trasporto commerciale sotto le mentite spoglie di quello di animali da compagnia, ha fatto capolino anche nella mente del legislatore europeo. Il tutto, però, appare  come il tocco di una campana a morto della stessa norma. In tal maniera viene infatti  successivamente specificato: “per evitare che movimenti a carattere commerciale di animali da compagnia delle specie di cui all’allegato I, parte B siano dissimulati in modo fraudolento come movimenti non commerciali, alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati a norma dell’articolo 39 volti a definire norme che limitano il numero di animali da compagnia delle suddette specie che possono accompagnare il proprietario o la persona autorizzata durante un singolo movimento a carattere non commerciale“.

In futuro, dunque, si provvederà.

Il bello, però, deve ancora venire. Il dubbio di fraudolenza non vale per cani, gatti e furetti (Allegato I, paragrafo A) ma solo per gli animali in Allegato I, paragrafo B.

Quali sono, poi, gli animali di cui al paragrafo B? Di sicuro una buona parte del regno animale.

In questo paragrafo, infatti, si trovano  tutti gli invertebrati, con l’esclusione delle sole  api e bombi contemplati dall’articolo 8 della direttiva 92/65/CEE oltre che i molluschi e i crostacei di cui, rispettivamente, all’articolo 3, paragrafo 1, lettera e), punto ii), e lettera e), punto iii), della direttiva 2006/88/CE.

Ci sono poi tutti gli animali acquatici ornamentali quali definiti all’articolo 3, lettera k) (animali acquatici per puri scopi ornamentali) , della direttiva 2006/88/CE ed esclusi dall’ambito di applicazione di tale direttiva dal suo articolo 2, paragrafo 1, lettera a) (acquari non commerciali).

Seguono  tutti gli Anfibi, tutti i Rettili e tutti gli Uccelli esclusi le specie avicole tipo galline, faraone e altri come quelli allevati per selvaggina. Tra i mammiferi, invece, solo roditori e conigli diversi da quelli destinati per l’alimentazione.

Dunque, per il legislatore europeo, tranne diverso divieto per fini conservazionistici o di incolumità pubblica, un Coccodrillo del Nilo, come un coniglietto domestico, un’Aquila reale, come un canarino sono definibili “animale da compagnia”, ovvero, secondo il nuovo regolamento, un animale  che accompagna “il suo proprietario o una persona autorizzata durante un movimento a carattere non commerciale e che rimane sotto la responsabilità del proprietario o della persona autorizzata per tutta la durata del movimento a carattere non commerciale“.

Non è inoltre molto chiaro se il numero massimo trasportabile come animale da compagnia delle specie comprese nel paragrafo B, sia lo stesso di quello A, ovvero cinque animali. Forse, però, il tutto è frutto di una disattenzione. Il termine di  “animale da compagnia”, infatti, è stato scelto per specificare un trasporto diverso rispetto a quello con i requisiti di carattere commerciale. Ma può definirsi, se non in funzione del possesso e perciò dei commerci, un coccodrillo come un animale da compagnia?

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