PETA genetta
GEAPRESS – E’ il caffè più costoso al mondo. Una tazzina può valere alcune decine di dollari e il suo sapore dolciastro costituisce la caratteristica principale. Nelle confezioni viene spesso raffigurato il suo “produttore” ovvero un  viverride meglio conosciuto come Civetta delle palme. Una genetta, un piccolo carnivoro dalle abitudini prevalentemente notturno che di “fare” il caffè proprio non gli può importare, anzi.

A sentire la denuncia di PETA (People for the Ethical Treatment of Animals), che ha diffuso un video narrato dal noto attore Peter Egan, il povero animale è vittima del sapore dolciastro dello speciale caffè. L’amaro, infatti, viene portato via grazie agli enzimi del suo apparato digerente che demoliscono le sostanze che tipicizzano il noto aroma amarostico del caffè.

I chicchi dolciastri, infatti,  provengono dalla monoalimentazione imposta al povero viverride catturato in natura e detenuto in gabbie anguste. Pulitissimo, il piccolo animale defeca sempre nello stesso posto. Questa sorta di “latrina” viene poi prelevata con tutto il suo contenuto: i preziosi chicchi digeriti nella parte esterna. Finiranno lavorati e macinati per il Kopi Luwak, il caffè della genetta. A berlo sono soprattutto giapponesi e statunitensi, ma il consumo si sta diffondendo in tutto il mondo. Un fatto, questo, che sta ulteriormente peggiorando la situazione del piccolo animale selvatico.

PETA riporta ora le dichiarazioni di alcuni allevatori. Il viverride, infatti, verrebbe prelevato in natura e costretto in gabbie da allevamento. Così rimane per almeno tre anni, smentendo la pubblicità del “wild source” che viene spesso diffusa. Il povero animale, per tutto il tempo che è prigioniero, sarà sempre alimentato con i chicchi di caffè. In natura rientrano nella sua dieta  ma non, ovviamente, in forma esclusiva. Mancanza di vitamine e denutrizione, denuncia PETA nel suo video. Gli animali dovrebbero tornare poi in libertà, ma secondo quanto riportato da PETA, in molti non riuscirebbero a sopravvivere.

Il tutto, riferisce sempre PETA, per un caffè che è fondamentalmente di … cacca!

Gli allevamenti, per ora, sono diffusi prevalentemente in Indonesia e Filippine.

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