GEAPRESS – Una azienda ogni cinque ispezionate è risultata non in regola rispetto alla etichettatura e tracciabilità della carne bovina posta in vendita. E’ questo il primo dato che si evince a seguito dei controlli effettuati in Umbria dal Corpo Forestale dello Stato. A finire sotto controllo, macellerie e rivendite di carne fresca. In tutto ben 170.000 euro di sanzioni contestate.

L’attività di controllo è andata avanti nei mesi di dicembre e gennaio. Sottufficiali e Agenti del Corpo Forestale dello Stato hanno infatti condotto su tutto il territorio regionale una vasta campagna di controllo delle macellerie, sia singole che poste all’interno delle strutture della grande distribuzione.

Scopo dei controlli era verificare la regolarità della commercializzazione della carne bovina, specie per gli aspetti relativi alla provenienza ed alla etichettatura .

Il tutto ha preso spunto dai controlli effettuati nell’ambito comunale di Perugia inziati già negli ultimi mesi del 2011. Su circa metà degli esercizi commerciali controllati, riporta il comunicato odierno del Corpo Forestale, sarebbe così stato accertato un elevato tasso di irregolarità. In questo caso ben il 50% delle aziende soggette a controllo. Il riferimento era sempre lo stesso: provenienza ed etichettatura della carne bovina posta in vendita.

Senza tali obblighi si preclude la possibilità di garantire fenomeni di contraffazione, quali ad esempio la vendita di carne decongelata magari di provenienza estera spacciata per carne fresca di provenienza locale. Oppure, spiega sempre il Corpo Forestale, carne appartenente ad una varietà bovina di maggior valore ed invece sostituita con altra di minor prezzo.

Ad essere ora controllate nell’intero ambito regionale, sono state 231 macellerie singole o punti vendita di carni bovine posti all’interno di grandi esercizi commerciali di prodotti alimentari. Le irregolarità riscontrate hanno riguardato 48 aziende, pari al 21% del totale delle aziende soggette a verifica. Circa centosettantamila euro è risultato l’importo delle sanzioni amministrative contestate .

In provincia di Perugia sono state controllate complessivamente 138 macellerie e punti vendita . A seguito delle verifiche sono state elevate situazioni di irregolarità in trentaquattro aziende, pari al 25% circa del totale delle controllate. Elevate complessivamente 48 sanzioni amministrative per un importo totale di 133.333,36 euro. Tre i sequestri di carni confezionate e di documentazione.

Le irregolarità riguarderebbero la messa in commercio di carni bovine senza adozione di un sistema idoneo a garantire la veridicità delle informazioni obbligatorie e il nesso tra le carni e l’animale o il gruppo di animali interessati. Inoltre la commercializzazione di carni preincartate di bovino adulto con denominazione di vendita non corretta. L’inosservanza dell’obbligo di munire di apposito cartello i prodotti sfusi posti in vendita o con cartello recante la denominazione di vendita errata. E’ stato contestato altresì l’inadempimento degli obblighi relativi alla raccolta identificazione e trasporto dei sottoprodotti di origine animale, volti a prevenire rischi per la salute.

Nella provincia di Terni le aziende soggette a controllo sono state invece 93. Gli illeciti sono relativi a  quattordici aziende (pari al 15% degli esercizi commerciali soggetti a controllo) che hanno dato luogo ad altrettante sanzioni amministrative per un importo complessivo di 36.000,00 euro . Gli illeciti più frequenti riguarderebbero la mancanza o incompleta esposizione al pubblico delle indicazioni obbligatorie in materia di etichettatura previste per la vendita di carne bovina, la mancata corrispondenza tra i dati relativi al bovino in vendita e il cartello esposto sul banco frigo.

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