GEAPRESS – Ci sarebbero pure tracce di morsicature di ratti e cani nei corpi degli animali morti utilizzati per intimidire nuovamente il Veterinario dell’ASS 5 Bassa Friulana dott. Franco Tosoratti. Due agnellini, una gatto ed una gallina che fanno seguito a molti altri divenuti oggetto di intimidazione sia presso la casa che il luogo di lavoro del Medico Veterinario (vedi articolo GeaPress).

A rilevarlo è il S.I.Ve.M.P. (Sindacato Italiano Veterinari Medicina Pubblica). Incredibilmente dell’autore dell’intimidazione si sa già tutto. E’ lui stesso ad ammetterlo. Si tratterebbe di un pastore verbalizzato circa un anno addietro durante un’ispezione dei Carabinieri alla quale avrebbe partecipato lo stesso Tosoratti. A seguito dei rilevamenti che mostrerebbero le morsicature sui resti degli animali, il S.I.Ve.M.P. ha avanzato dubbi sulle condizioni dell’allevamento tanto da potersi ipotizzare l’inibizione dell’attività. Il pastore avrebbe tra l’altro ottanta anni.

Una vicenda quasi surreale che vede protagonista, fin troppo noto, lo stesso autore dell’intimidazione il quale, quando viene chiamato dai Carabinieri, confermerebbe il tutto. Cani, gatti, galline, agnelli e i resti di macellazione di un bovino.

«Comincio ad essere molto preoccupato – ha dichiarato il dott. Tosoratti – per questi continui segnali di intimidazione. All’inizio le carcasse venivano lasciate sia davanti alla mia abitazione che alla sede del servizio veterinario. Ma ora sembra che venga presa di mira con sempre maggiore frequenza la mia casa, la mia persona. Ma io sono un veterinario, alle dipendenze dell’Azienda Sanitaria, e devo svolgere il mio dovere».

Quello che appare incredibile è però il fatto che una persona che non si fa problema, sebbene già individuato, nel continuare ad ammettere le sue responsabilità, possa continuare a detenere animali che evidentemente rilascia poi morti, e finanche macellati, per le sue intimidazioni.

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