GEAPRESS – Si chiamano “Linee guida pratiche per valutare l’idoneità al trasporto dei bovini adulti” e dovrebbero essere rivolte agli operatori del trasporto dei bovini i quali, probabilmente, non avranno granché di cui preoccuparsi. Lo scopo è quello di aiutare (gli operatori) nel prendere una decisione e, tiene a precisare in grassetto il Ministero della Salute, la pubblicazione “non ha carattere legale e pertanto non è giuridicamente vincolante“.

Si potrebbe forse apprezzare la buona volontà, ad esempio nel ribadire la non trasportabilità di quei casi che agli occhi di molti appaiono come estremi ma che, ancora oggi, non hanno alcun riscontro di legge. Vale, ad esempio, per le cosiddette mucche a terra, per quelle con abbondanti sanguinamenti o con grandi ferite chirurgiche che si sono, però, riaperte.

Per il resto, forse, un piccolissimo passo in più poteva farsi. Questo anche alla luce dell’abbinamento fornito tra testo e foto. Si può, ad esempio, consigliare il trasporto nel caso di moderata perdita di liquidi, abbinando una foto di una bovina che urina abbondantemente un liquido color verde smeraldo? Che senso ha poi avvisare un po’ ovunque con macrocaratteri di coloro rosso, che il documento in questione non è esaustivo e riporta comunque situazioni che non assumono caratteri di tipicità nell’Unione Europea?

In Italia, ad ogni modo, non ci si potrà opporre al trasporto delle bovine spillate a seguito di prolasso vaginale. La foto riportata, poi, mostra qualcosa di simile ad una normale spilla di cucitrice da tavolo. Sono quattro spille lunghe non meno di quaranta centimetri. Infilzate…a destra e a sinistra, dovrebbero contenere il tutto. La mucchina così spillata, potrà andare, previo controllo.

Per altre ferite si dovrà invece considerare la potenziale capacità di produrre dolore e perdita di sangue, oltre al possibile peggioramento. Ok anche per i corni spezzati ma con tessuto sensibile ancora coperto da quel che resta del corno e sanguinamento limitato. Idem, ma da accertare, per bovini affetti da papillomi, ovvero tumori benigni della cute. Stesso trattamento, per gli edemi. Se l’animale ha un solo occhio è tutto a posto mentre se è del tutto cieco “non andrebbe trasportato“. “Tuttavia – scrive sempre il Ministero – l’esperienza pratica dimostra che un animale cieco non mostra segni di ulteriore stress quando viene trasportato su brevi distanze, ma solo in casi particolari e in condizioni che vanno precisate dal medico veterinario“. Ad ogni modo, per tutti i casi di cui sopra, il Ministero consiglia, in caso di dubbio, di non trasportare animali.

Tra i firmatari del documento, ringraziati dal Ministero, compare anche Eurogroup for Animals, ovvero la lobby animalista alla quale aderisce anche l’italiana LAV, che definì un buon punto di partenza la Direttiva sulla sperimentazione animale del settembre 2010. Incomprensibile, in ultimo, il copyright imposto alla pubblicazione da Eurogroup for Animals, UECBV, Animals’ Angels, ELT, FVE, IRU. E’ vietato finanche trasmettere il documento in formato elettronico senza consenso scritto. Chi volesse tali Linee Guida, dunque, deve andarsele a cercare nel sito del Ministero dello Salute. Speriamo non impieghi molto tempo, almeno nel caso di un trasportatore dubbioso.

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