GEAPRESS – In Tailandia c’è chi pensa alla salvaguardia degli animali, ma gli interessi economici frenano, da almeno 15 anni, l’approvazione di una legge. A sostenere questa tesi è l’Associazione animalista tailandese Thai AGA (Thai Animal Guardians Association). Tale carenza favorisce purtroppo anche il traffico di cani catturati per essere inviati in Cina e Vietnam. La vicenda venne alla ribalta lo scorso gennaio quando circa 800 cani, stipati in piccole gabbie, vennero fermati alla frontiera con il Laos grazie all’intervento del nucleo della Polizia tailandese specializzato nella repressione del traffico di droga. Neanche il Laos è un paese dove si mangiano cani, ma è inserito nel lungo viaggio che conduce verso le cucine tradizionali cinesi e vietnamite.

Gli animali sono ora ospiti presso un rifugio di Thai AGA, anche se un nuovo eventuale sequestro, manderebbe in tilt una situazione già difficile da sostenere. Il motivo per il quale in paesi come la Tailandia continuano a catturarsi i cani è dovuto proprio alla mancanza di una legislazione in tema di difesa degli animali. E’ vietato rubare animali domestici, ma stiparli in gabbia e trasportarli non costituisce reato. Cani verso il mercato alimentare cinese e vietnamita, nel nord della Tailandia. Per quello delle pelli un solo piccolo centro del sud del paese. Una vergogna per l’intera Tailandia, dicono i volontari di Thai AGA.

Buona parte dei cani vengono catturati in strada, ma un terzo di essi ha un proprietario. Il prezzo pattuito oscilla intorno ai dieci dollari, ma al destinatario arriverà almeno triplicato. Per i cani da pelle i prezzi sono più bassi. Massimo tre euro. Secondo Thai AGA è a Fienile Tarae, nel sud est del paese, dove avviene la macellazione. Tempo addietro venne rinvenuto anche un luogo di macellazione di gatti, a quanto pare gestito ad un filippino. Fienile Tarae è abitato da meno di 2000 persone. Niente, su una popolazione che in Tailandia raggiunge i quasi 65 milioni di abitanti. Eppure a Fienile Tarae si continua, secondo Thai AGA, a macellare cane. La carne, come prodotto secondario dell’industria pellicciaia, si vende in bancarelle improvvisate in strada.

Purtroppo, sottolineano i volontari di Thai Aga, in Tailandia manca una legge contro le crudeltà sugli animali e la macellazione di un cane non costituisce reato. Vi è un solo comma dell’art 381 del Codice Penale tailandese, che punisce con un mese di prigione o una multa di mille baht (pari a poco meno di 25 euro), “chiunque commette un atto di crudeltà o uccide un animale tramite mezzi che provocano inutili sofferenze“. Il Codice Penale, però, non specifica cosa debba intendersi per “crudeltà”. Anzi, aggiunge pure che vale solo nel caso di un mezzo che produce inutili sofferenze. E’ una “inutile sofferenza” uccidere un cane con tecniche di macellazione molto in uso nelle zone rurali e non vietate dalla legge? I cani muoiono con un colpo di mazza alla testa o un coltello che trafigge il collo. Un po’ come avviene per gli uccellini finiti dagli uccellatori italiani (ovvero per schiacciamento della testa o del torace) o per i maiali sgozzati degli allevamenti rurali (sempre italiani). Nel primo caso è reato, nel secondo caso, no.

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