GEAPRESS – Sono tornate alla vita libera, ma l’antico addomesticamento dell’uomo le ha trasformate in qualcosa di diverso dai numerosi caprinidi selvatici che popolano il mondo. Quello che non si comprende è il perché gli errori dell’uomo, ovvero fuga ed abbandono dei poveri animali, debbano essere risolti con il fucile. Questo, infatti, è quanto attende una cinquantina di caprette rinselvatichite che i Comuni svizzeri di Poschiavo, Soazza e Mesocco vorrebbero far fuori. L’abbattimento sarebbe affidato ai Guardiacaccia. Anzi, Poschiavo, a due passi dalla provincia di Sondrio, avrebbe già iniziato.

Una scelta irresponsabile dei proprietari, che ora rischia di essere pagata con la vita di animali innocenti. Questo secondo Offensiva Animalista un gruppo molto attivo in Svizzera ad esempio contro il noto zoo al Maglio.

Animali come merce, che viene poi scartata quando non serve più. Questo denunciano gli animalisti che invitano ora a scrivere alle cancellerie comunali di Poschiavo, Soazza e Mesocco, chiedendo alle autorità di tornare sui loro passi e punire severamente chi ha invece abbandonato le caprette.

Per Offensiva Animalista si tratterebbe della solita scusa per imbracciare i fucili. Stesse proposte, del resto, che hanno riguardato il Lupo e l’Orso, puntualmente ammazzati, dicono gli animalisti, non appena sono riapparsi in Svizzera dopo l’estinzione causata dalle attività umane.

Sarebbe anche ora di smetterla – commentano gli animalisti svizzeri – con questo allarmismo e continuo odio verso tutto ciò che non possiamo controllare“.

Le capre rinselvatichite, rappresentano ormai un fenomeno diffuso. La particolare rusticità della capre, simile a quella dei molti cugini salvatici (basti pensare al famoso stambecco) rappresenta un fattore di vantaggio nella ripresa della vita selvatica. Nuclei di capre rinselvatichite sono diffuse anche in piccole isole mediterranee.

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